Mini bonus 2015, a chi spetta

Arriva un nuovo mini bonus tra i 20 e i 52 euro a partire dal mese di maggio, secondo quanto ha annunciato lo stesso presidente del consiglio Matteo Renzi in conferenza stampa. Grazie alla ripresa e all’effetto-spread, dal 2015 il Governo conta su nuove risorse da spendere, per un totale di 1,6 miliardi. Di seguito facciamo un’introduzione al mini bonus 2015, a chi spetta e come verrebbe strumentalizzato.

mini bonus 2015
Un nuovo bonus tra i 20 e i 50 euro potrebbe arrivare a maggio

Dopo il bonus 80 euro arriva il mini bonus 2015, a chi spetta ancora non si sa ma potrebbe riguardare tutti coloro che non sono rientrati nel primo beneficio.

In effetti, il mini bonus potrebbe andare ai c.d. “incapienti”, ovvero 10 milioni tra lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi che non hanno ricevuto gli 80 euro l’anno scorso perché non rientrano tra la fascia di reddito di 8.000 – 26 mila euro annui.

Chi percepisce meno di 8.000 euro all’anno, ricordiamo, è esentato dal pagamento delle tasse e per questo motivo non può beneficiare del bonus 80 euro, perché questo consiste appunto in uno sconto fiscale.

Un bonus da 20 o 52 euro al mese, a seconda della platea

L’operazione è stata esaminata velocemente dall’UIL servizio politiche economiche, che propone almeno tre opzioni per strumentalizzare questo nuovo beneficio, con importi mensili diversi a seconda di quali saranno i beneficiari dell’agevolazione.

La prima alternativa, più estesa, prevede che ricevano il mini bonus da maggio a dicembre 2015 tutti coloro che percepiscono meno di 8.000 euro annui. Rientrerebbero in questa possibilità dipendenti (8.100 di reddito annuo), pensionati (7.750 di reddito annuo) e autonomi (sono incapienti quelli sotto 4.800 euro annui).

Sarebbe una platea di 10 milioni di persone che riceverebbero 160 euro in totale tra maggio a dicembre, ovvero 20 euro al mese. E’ solo una quarta parte del bonus da 80 euro, ma per coloro che guadagnano circa 400-600 euro al mese si tratterebbe di un aumento dello stipendio del 3-5%.

Se invece il mini bonus venisse erogato soltanto ai lavoratori dipendenti e pensionati incapienti, si tratterebbe di 6,9 milioni di beneficiari che riceverebbero 230 euro annui, ovvero circa 29 euro al mese. Limitando ancora di più la platea ai soli lavoratori dipendenti, (3,8 milioni di persone), il mini bonus raggiungerebbe 415 euro tra maggio e dicembre, e quindi 52 euro al mese.

Mini bonus ai poveri e disoccupati

C’è però un’ulteriore ipotesi in circolazione, e riguarda il piano-poveri. Finora l’istituto del SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva), funziona nel Sud e in 12 città metropolitane, ed è rivolto a famiglie in estremo disagio, con figli minori e un reddito ISEE sotto i 3 mila euro, così come alle famiglie che in 6 mesi hanno totalizzato un reddito inferiore ai 4.000 euro. Il sussidio in media è pari a 312 euro, e con queste nuove risorse potrebbe estendersi all’intero territorio nazionale e beneficiare circa 5 milioni di famiglie.

Dovremo sostenere coloro che si trovano in una situazione di povertà assoluta, coloro che non possono essere aiutati con la riduzione della pressione fiscale“, ha dichiarato al riguardo il viceministro dell’Economia Enrico Morando.

Nel dibattito sul mini bonus 2015, a chi spetta, si parla anche di destinare le risorse al finanziamento dei nuovi ammortizzatori sociali. A maggio, ricordiamo, entrerà in vigore la nuova Naspi, un assegno di disoccupazione di 1.000 euro per 24 mesi che andrà a sostituire l’Aspi e della mini Aspi. Un finanziamento di 2,2 miliardi è già previsto ma i fondi, considerando anche la cassa integrazione in deroga, sembrano non essere sufficienti.

Infine, non ci resta che attendere per capire come destinerà il Governo queste nuove risorse di 1,6 miliardi di euro.

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