Microsoft: tantissimi in futuro saranno i download nocivi per i nostri computer

Non è tanto rincuorante quanto emerso dal nuovo rapporto SIR (Security Intelligence Report) pubblicato da Microsoft riguardo le minacce alle quali sono esposti i nostri computer. Ci sono ormai nel mondo tantissimi computer infettati dalla temibile e ultra-tecnologica "industria del malware" che sforna giorno dopo giorno nuove soluzioni per danneggiare i nostri pc. Microsoft ha rafforzato i suoi software dopo che sono stati controllati negli ultimi mesi circa 600 milioni di apparecchi.

Microsoft: tantissimi in futuro saranno i download nocivi per i nostri computer

Quando vi capitano iconcine misteriose, simpatiche modalità di download di un programma che però non è tutto ben chiaro, ecco diffidate. La pratica secondo gli esperti del SIR sarà sempre più diffusa, e al di là della robustezza di certi software non sarà mai del tutto impossibile per questi odiosi malware infettare i nostri pc. Microsoft infatti ha reso noti gli ingenti investimenti effettuati a fini di sicurezza dei proprio software ma non ha potuto non constatare la ormai palese evoluzione dell’industria dei virus.

I download fasulli sono stati i protagonisti del 2013: un’invasione di fastidiosissimi virus che ha creato il panico all’interno dei nostri pc. Il “Trojan Rotbrow” pare essere il più diffuso di tutti questi malware che ci attaccano nascosti nelle profonde maglie della pagine web.

Anche un rapporto di Kaspersky sullo spam è stato davvero degno di nota negli ultimi tempi. Ad analizzare lo stato dell’evidente insicurezza informatica ci ha dunque pensato anche Kaspersky che non ha potuto non sottolineare il volume di email spazzatura che cala leggermente (nel primo trimestre del 2014) e che d’altro canto sfocia nelle nuove reti di messaggistica (WhatsApp su tutte) per diffondere messaggi pericolosi o semplicemente contenenti pubblicità fastidiosa.

Il founder di Kaspersy, Eugene Kaspersky ha voluto controbattere alcune dichiarazioni rese da Symantec riguardo alla presunta “morte” dell’antivirus. Secondo il vicepresidente di Symantec Brian Dye difatti quando si parla di “antivirus”, inteso come scudo per non far entrare elementi nocivi all’interno di un sistema informatico “è morto”, insomma non ha più senso di esistere. I dati analizzati da Symantec del resto mettono in evidenza come questi dispositivi siano in grado di bloccare un’offensiva soltanto nel 45 per cento dei casi.

Eugene Kaspersky è abituato a cercare di districarsi fra certe questioni e ha più volte affermato che la sicurezza è una questione di difese multi-livello da anni, dove alla base c’è sempre la “cara e vecchia” identificazione del codice malevolo che si basa su firme antivirali. Insomma un dibattito questo che potrebbe prendere pieghe dilaganti, basti pensare ad un’altra concezione di antivirus, quella di Apple, da secoli in opposizione a Microsoft.

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