Mercato libero dell’energia, ecco i concetti fondamentali che devi sapere

Speso si parla del mercato libero dell’energia elettrica, se conviene o non rispetto il mercato a maggior tutela. Molte volte però non si sa bene a cosa si riferisce il termine “mercato libero”, oppure se ci sono vantaggi o meno con il passaggio, e perciò molti consumatori rimangono con il suo fornitore, pur pagando di più, e perdendo l’opportunità di risparmiare cifre interessanti. Ecco i concetti fondamentali che devi sapere rispetto il mercato libero dell’energia.

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Nel 2007 il mercato dell’energia elettrica è stato liberalizzato in Europa. Ma cosa è cambiata con la liberalizzazione? Ci sono dei vantaggi? Le risposte, fornite direttamente dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) e la Commissione Europea.

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Dal 1° luglio 2007 nell’Unione Europea, è scattata la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica. Questo vuol dire che si può scegliere liberamente un nuovo fornitore o cambiare contratto, selezionando sul mercato libero l’offerta più conveniente. Si tratta di una scelta volontaria, non è necessario cambiare fornitore.

Tuttavia, con la liberalizzazione, le compagnie energetiche sono in concorrenza tra loro, e così i prezzi si abbassano, permettendo ai clienti del mercato libero pagare tra i 100-160 euro in meno all’anno rispetto coloro che sono rimasti nel servizio a maggior tutela.

E’ possibile attivare una nuova offerta luce?

Certo. Grazie alla liberalizzazione del mercato, i consumatori hanno il diritto per una libera scelta: possono così decidere in ogni momento di cambiare fornitore o mantenere le condizioni fissate dall’Autorità, il cosiddetto servizio di maggior tutela.

Il servizio a maggior tutela, in ogni caso, è disponibile unicamente per le famiglie e le piccole imprese (se connesse in bassa tensione, con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro).

Cambiare fornitore è gratuito

Scegliere un nuovo contratto luce o un nuovo venditore non comporta spesa alcuna, a condizione che il cliente non abbia cambiato venditore nei 12 mesi precedenti: unicamente in questo caso sarà necessario pagare di 27 euro al venditore prescelto, che potrà a sua volta addebitarlo al cliente.

Il contributo però non è mai dovuto se il cliente intende tornare dal mercato libero al servizio di maggior tutela. Sul nuovo contratto è dovuta l’imposta di bollo (14,62 euro), in conformità alla normativa fiscale.

Cambiare fornitore è facile 

Per attivare una nuova offerta energia elettrica, è sufficiente stipulare il contratto con il fornitore prescelto: sarà lui ad inoltrare la richiesta di recesso al vecchio fornitore e ad occuparsi delle procedure necessarie ad attivare la nuova fornitura.

Non occorre alcun intervento sugli impianti e sui contatori: cambia unicamente la gestione commerciale e amministrativa della fornitura.

Una volta finito il passaggio, sarà il nuovo fornitore ad inviare le bollette. La continuità e sicurezza del servizio resta assicurata; in effetti, l’impresa di distribuzione che gestisce la rete elettrica locale, rimane la stessa anche se si sceglie di cambiare il proprio fornitore.

Cambiando fornitore non rischio di pagare due volte gli stessi consumi

Quando si cambia fornitore si registra la lettura del contatore, in modo che il vecchio venditore possa emettere la bolletta di chiusura del rapporto. L’ultima lettura è il punto di partenza de nuovo venditore per conteggiare i consumi ed emettere le nuove bollette.

Nessun fornitore chiederà pagamenti per un servizio fornito da altri: se dovesse accadere il cliente che ha già pagato per errore, potrà farsi restituire l’intera somma maggiorata degli interessi legali.

Il diritto di recesso: si può cambiare idea

Chi ha scelto un nuovo fornitore potrà comunque cambiare idea, scegliendone semplicemente un altro, oppure tornare al servizio a maggior tutela.

L’Autorità ha fissato tempi favorevoli ai consumatori per esercitare il “diritto di recesso” che estingue un contratto: a un cliente domestico può essere chiesto al massimo un mese di preavviso per passare a nuovo fornitore; per una piccola impresa il preavviso massimo è di un mese quando sceglie per la prima volta di entrare nel mercato libero, mentre è di 3 mesi per tutti i cambi successivi.

Con il mercato libero il risparmio è maggiore

Con le tariffe luce del mercato libero è possibile risparmiare fino a 160 euro all’anno, e perfino 205 euro all’anno per le tariffe gas (un mercato che è stato anche liberalizzato, pure prima dell’elettrico).

Ad esempio, una famiglia numerosa (+5) con consumi elettrici piuttosto elevati (6.300 kWh/anno) può risparmiare circa 100 euro all’anno sulla bolletta della luce con E-Light di Enel Energia, solo per menzionare un esempio.

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