Maxi-bollette: si lavora per eliminarle

Procede a tappe forzate l’iter legislativo della proposta di legge per l’abolizione delle maxi-bollette, ovvero quei conguagli che possono riferirsi – nella stessa fattura – a diversi mesi di consumi relativi a un passato anche remoto. Secondo il progetto di legge che si vorrebbe inserire come emendamento nella prossima Legge di Bilancio, infatti, i fornitori avrebbero diritto a chiedere soltanto conguagli per consumi avvenuti entro i due anni precedenti.

In arrivo anche più tutele per chi ha diritto ai rimborsi

Addio ai maxi-conguagli da centinaia di euro?

Conguaglio: termine che per anni ha generato negli utenti una vasta gamma di reazioni, dal mero fastidio al sincero terrore. Il pericolo è sempre quello di trovarsi una bolletta da centinaia di euro riferita a consumi di chissà quanto tempo fa, nel frattempo dimenticati e usciti dal budget familiare. Ora però la situazione potrebbe cambiare: secondo una proposta del deputato di Forza Italia Simone Baldelli e votata alla Camera con appoggio bipartisan, le maxi-bollette potrebbero diventare un ricordo.

Il progetto di legge – che potrebbe anche confluire nella prossima Legge di Bilancio – prevede infatti che per le bollette legate alle offerte gas, luce e acqua non sia possibile per i fornitori pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima. Sempre secondo la proposta come emendata dalla Camera dei Deputati il divieto scatterebbe subito per l’energia elettrica, dal 2019 per il riscaldamento (di solito di gran lunga il più “pesante” in termini di spesa) e dal 2020 per l’acqua.

Chi potrà beneficiare della nuova legge

Gli utenti che potranno beneficiare della norma sono quelli domestici e le imprese con meno di 10 dipendenti o con un bilancio annuo sotto ai 2 milioni di euro. Per quanto riguarda gas ed elettricità, le disposizioni si applicano anche ai rapporti tra i venditori e i distributori.
Confronta le offerte gas
Tra le altre tutele previste nella proposta di legge, c’è anche il diritto dell’utente alla sospensione del pagamento in attesa della verifica della legittimità della condotta dell’operatore e quello al rimborso dei pagamenti effettuati a titolo di indebito conguaglio (attualmente, invece, anche in caso di sanzioni ai fornitori comminate dall’Autorità non sono previste sospensioni nei termini di pagamento delle fatture, e anche quando sono conseguenza di pratiche scorrette bisogna comunque pagare nei termini, e semmai successivamente chiedere il rimborso).

La nuova legge permetterebbe infatti all’utente, una volta verificata la legittimità della condotta dell’operatore, di avere diritto al rimborso entro tre mesi dei pagamenti indebiti (il diritto ovviamente si perde se la mancata o erronea rilevazione dei consumi è dovuta a responsabilità del cliente stesso).

L’incentivazione all’autolettura

L’ultimo aspetto che potrebbe cambiare il rapporto tra i cittadini e le bollette è l’incentivazione dell’autolettura senza oneri a carico dell’utente. Entro il gennaio 2020 i consumatori poi dovrebbero poter accedere al Sistema Informatico Integrato che tiene conto dei consumi e dei contratti. Infine, per quanto riguarda le bollette che arrivano nella cassetta delle lettere già scadute, l’Autorità per le Comunicazioni dovrà trovare un metodo per assicurare la certezza della data di spedizione delle fatture.

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