Manovra Cresci Italia: finanziamenti alla banda larga per rilanciare il paese

Com’era già stato previsto nelle scorse settimane e annunciato da alcuni esponenti di spicco dell’esecutivo, la fase 2 della Manovra Salva Italia, ribattezzata dallo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti “Cresci Italia”, punta ora a misure concrete per la crescita, che possano rilanciare l’economia e rimettere in moto il paese, ormai in recessione. Previste, tra le varie azioni, anche delle misure per rinnovare e migliorare l’infrastruttura della rete Internet italiana, ancora troppo indietro rispetto ad altri paesi europei.

L’agenda digitale, quindi, rientra ancora una volta nei progetti di un governo ma questa volta la speranza che i propositi vengano effettivamente messi in pratica è più alta, soprattutto dopo le promesse fatte dal Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera sull’argomento e il recente accordo tra Governo e Regoni del Sud Italia per garantire in diverse regioni del mezzo giorno una banda minima per tutti di almeno 2 Mega.

Ancora non sappiamo quali saranno le misure precise che verranno adottate dal Governo per far fronte ai problemi del ritardo e del divario digitale italiano: il termine ultimo deciso dal premier per realizzare il piano di sviluppo è il 30 gennaio, il giorno in cui si terrà il Consiglio Europeo sulla crescita. Oltre 3 miliardi di euro di finanziamenti che dovranno essere ripartiti nei vari settori chiave per lo sviluppo, come la scuola, l’occupazione, le vie di comunicazione e, ovviamente, la rete Internet.

La banda larga rappresenta, quindi, un punto cruciale per l’Italia e il suo rilancio, ormai difficile – se non impossibile – da ignorare. Del resto le direttive e gli obiettivi dell’Unione Europea in questo settore sono abbastanza chiari: l’Agenda Digitale Europa fa parte della strategia Europa 2020, che fissa dei precisi obiettivi da raggiungere entro il 2020 allo scopo di favorire la crescita, l’innovazione e il progresso ei paesi membri.

Banda larga e Banda ultralarga, quindi, dovranno essere dei must in ogni stato dell’UE a partire dai prossimi 4 anni, creando, migliorando e potenziando l’intera infrastruttura per il Web. L’Italia, ovviamente, non è esente da questi obiettivi: questo è il momento giusto per attuare finalmente delle misure che rilancino il paese e che consentano di recuperare il forte ritardo digitale rispetto ai partner dell’Unione.

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