L’universo delle chat online e i suoi protagonisti

Cosa ha reso così clamoroso l’acquisto da parte di Facebook di WhatsApp? Semplice, il potenziale di quest’ultimo. L’infinito potenziale dei servizi di messaggistica, un infinità di possibilità attorno alla nostra voglia galattica di parlare in tempo reale è più che una semplice forma di business, è un qualcosa che si quantifica in miliardi di utenti e dunque in miliardi di dollari

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Così deve aver pensato Mark Zuckerberg quando ha finito di versare l’ultimo centesimo di una cifra incredibile, pari a 19 miliardi di dollari per mettere al sicuro l’infinita mole di preziosissimi dati di WhatsApp, un piccolo mondo gigantesco tutto a portata di clic, tutto a prova di chatroulette.

Eppure sembrano così univoci questi servizi di chat; semplici, basati appunto solo ed esclusivamente sul concetto di ‘messaggino’, che poi non è tanto un concetto, è un puro applicativo che non ha avuto bisogno del web 2.0. per uscire fuori in tutta la sua preziosità, vedi il famigerato Messenger. Sono invece qualcosa di più che semplici servizi di messaggistica tutti i ‘seguaci’ di WhatsApp. Già, tutti questi servizi prettamente digitali sono complesse applicazioni desktop o mobile dove è anche addirittura possibile ordinare una pizza, guardare video e scambiare immagini ad alta definizione; sono zattere di dati dove i servizi accessori e collaterali alla chat la fanno da padrone.

Certo tutta questa miriade di allettanti dettagli non sono passati inosservati alla corte di Mark Zuckerberg che ha acquistato il celebre WhatsApp proprio nel momento di maggior declino di quest’ultimo se vogliamo. Declino? Ma se tutti utilizziamo WhatsApp? Certo, perchè spesso non sappiamo come si muovono e funzionano le galassie digitali dall’altra parte del mondo.

Uno dei maggiori competitor di WhatsApp si chiama Telegram e che con 15 milioni di utenti ha conquistato tutta la Russia intera. Competitor agguerriti, come vedremo nel corso della trattazione, ce ne sono tanti, forse troppi. Telgram forse è il più aggressivo, vediamo il perchè.

Telegram non è altro che uno dei tanti gioielli digitali del funambolico Pavel Durov, con un passato da studente in Italia a Torino dove ha frequentato le scuole (il padre insegnava filologia nel capoluogo piemontese). Durov per chi non lo sapesse è il fondatore del più grande social network russo e pare essere l’unico in grado di insidiare lo strapotere dei grandi della chat: WhatsApp, e Line. Telgram è un servizio di messaggistica che ha tanti punti di forza infatti: privacy garantita per tutti gli utenti, totalmente gratuito, utilizzabile sia per mobile che nella versione desktop.

Il derby Usa vs Russia inoltre è ricco di tanti piccole sfaccettature che infiammano ancora di più la partita: WhatsApp e Facebook sono stati accusati senza tanti giri parola dall’opinione pubblica di aver fornito informazioni privilegiate agli organi di sicurezza statunitensi guadagnandosi un certo scetticismo nell’ambiente. Telegram d’altro canto, che non proviene di certo da uno dei paesi meno spiati al mondo, ha fatto di quest’impasse un punto di forza davvero convincente, dichiarando più e più volte di come la segretezza delle conversazioni dei proprio utenti sia il vero e proprio core business.

Chat segrete e altre scorribande del magico mondo della messaggistica digitale hanno messo in crisi e in un cono d’ombra che sembra essere sempre più buio tutto il comparto sms delle compagnie telefoniche. Ma non c’è tempo da perdere perchè appena si oltrepassano gli Urali si sbuca nel magico mondo di Line. 350 milioni di utenti, un servizio di chat di quelli davvero particolari questo giapponese. In Line si può fare di tutto, Line è infatti un misto di semplice servizio di messaggistica e streaming di news nella tipica modalità microblogging “alla Twitter”. Si può chattare coi propri amici come seguire personaggio famosi e diventare veri e propri follower.

Musica, video e e-commerce ormai sono totalmente integrati nelle funzioni di Line da dimenticarsi alle volte che si può anche scrivere qualcosa ad un proprio amico. Ma non che gli altri servizi di chat si siano fatti sorprendere dalle possibilità tecnologiche del digitale: Viber, Kik, Bbm e Samsung Chat On infatti sono talmente accessoriati e ricchi di funzioni che si potrebbe dedicare un intero capitolo alla loro user experience iper innovativa.

Che dire dunque, tra una veloce chat e un corposo messaggio dunque c’è di mezzo tutto il magico mondo digitale che non fa altro che moltiplicare le potenzialità e le funzioni di semplici servizi di messaggistica che poco tempo fa davvero tutto sembravano, fuorché strumenti in grado di controllare in parte il nostro modo di pensare e di comunicare, oltre che di permetterci di chattare.

Passiamo adesso in rassegna tutti i servizi di chat più utilizzati in ogni angolo del mondo:

Line : Abbiamo già detto molto di Line, 350 milioni di utenti, su Line si può fare di tutto, interfaccia simpatica e tanti tantissimi servizi accessori, secondo al mondo, dietro l’accoppiata Facebook/WhatsApp.

Skype: Per quanto riguarda le videotelefonate via internet Skype, non ha rivali. 800 milioni sono gli users, tante le opzioni, anche se la chat in sé e per sé stenta a fare il grande salto.

Telegram: Il gioiellino di Durov ha un punto di forza estremo sui competitors: le funzioni di privacy davvero evolute. Per contro però non funzina su Windows Phone.

Google Hangouts: E’ l’idea Google, e come ogni idea di Mountain View non passerà inosservata. Con l’avvento di Google Glssess Hangout potrebbe davver fare il salto al di là delle sue funzioni di chat comunque ancora limitate.

Samsung ChatON, Ecco la chat di Samsung perfettamente integrata con Facebook e Twitter. Multimediale e molto social non è però ancora molto utilizzato in Italia.

Viber. Se la giapponenese Rakuten ha investito 900 milioni di dollari un motivo ci sarà. Viber promette bene, è più sul versante Skype, chiamate gratuite e lowcost oltre che scambio di immagini.

Kik. Amatissimo dai teenager Kik è perfetto per chi vuole mandare messaggi dal contenuto multimediale o simpatici stickers. Tante le funzioni curiosi, lievemente confusa l’interfaccia e non è funzionante su pc. Ottimo però per quanto riguarda l’aspetto privacy.

Bbm. Si tratta del servizio di char di Blackbery, disponibile su iOS e Android. Semplice e funzionale, con un buon controllo sulla privacy. Ancora poco noto in Italia non funziona su pc e su Winsdows Phone.

Dal secondo anno chi intende utilizzare WhatsApp dovrà pagare 71 cents all’anno, il suo maggiore sfidante, o meglio il più agguerrito, Pavel Durov di Telgram non ha esitato anche su questo versante a garantire che il suo servizio di messaggistica non smetterà mai di essere free.

Un duello fino all’ultimo messaggio, una gara che non sembra essere finita questa dell’universo della messaggistica online, dopo la celeberrima mossa di Facebook, la partita a scacchi per conquistare la chat del mondo è ancora aperta, possiamo dunque dire con sollievo “chatti il migliore”.

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