Londra: agricoltura sotterranea

Esiste ed è ormai realtà una nuova tipologia di agricoltura, se così vogliamo intenderla e classificarla: l’agricoltura hi-tech, un metodo nuovo che permette anche ad ambienti sotterranei di essere idonei ad un certo tipo di coltivazione. Il coriandolo, la rucola, il basilico thailandese e tanti tantissimi tipi di insalate adesso possono anche provenire dal sottosuolo. Succede a Londra in uno dei tunnel che venivano utilizzati dagli abitanti della capitale per ripararsi dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, a Clapham Nord per l’esattezza, a 33 metri di profondità dalle super trafficate strade londinesi.

Ecco come viene coltivata l'insalata nel sottosuolo

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Un’operazione di quelle davvero incredibili. Un orto di grosse dimensioni che sfrutta Led luminosi e un mix di energie rinnovabili che vanno a sostituire circa il 70% d’acqua necessario per una coltivazione del genere.

Gli ideatori di Zero Carbon Food, così il nome del progetto, sono Richard Ballard e Steven Dring, capaci di intuire le possibilità infinite di un’agricoltura alternativa. Tutto comincia quando i due pionieri si accordano con la Tfl (Transport for London) che decide che il cilindro di 176 scalini che piomba a più di 33 metri di profondità a nord di Londra può essere il teatro di una grande impresa.

In effetti, a distanza di un anno, dopo una buona e convincente operazione di crowdfunding Ballard e Dring sembrano aver convinto anche coloro che erano scettici, dichiarando che il loro vero obiettivo non è mai stato quello di sostituirsi all’agricoltura tradizionale, bensì quello di creare nuovi spazi urbani, coltivabili e capaci di soddisfare il fabbisogno cittadino con prodotti del “sottosuolo”.

Il progetto pare davvero esilarante. Mentre il terreno coltivabile avanza, 6000 i metri quadrati da settembre 2014! Anche diversi personaggi, e soprattutto chef di un certo calibro sembrano aver aderito al progetto. Michel Roux e il colosso delle insalate impacchettate, Fiorette, hanno già detto sì a future collaborazioni. Ballard e Dring hanno spesso sottolineato come le loro coltivazioni infatti fossero immuni da pesticidi e altri diserbanti, e che la freschezza dei loro prodotti venisse già confermata dall’immediato utilizzo che ne hanno fatto i ristoranti della zona.

Se vi capita di vedere per le strade di Londra strani sacchetti che dalle viscere del terreno sbucano pieni di insalata, ravanelli e altri tipi di verdure, non temete, è solo il frutto della genialità di come si possono utilizzare al giorno d’oggi le energie rinnovabili.
Zero Carbon Food ha infatti un progetto davvero ambizioso: arrivare ad un finanziamento di 1 milione di euro nei prossimi 4/5 anni per estendere le produzioni su tutta la superficie del tunnel e poter installare in superficie un generatore di biomasse, impianti eolici, diverse micro turbine idroelettriche e altrettanti pannelli solari sui tetti del vicinato.

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