Local Tax: una soluzione da 26 mld secondo la CGIA

La Local Tax, che andrebbe a sostituire una serie di tasse comunali a partire dal 2016, porterebbe 26 miliardi di euro nelle casse dei Comuni italiani, secondo la CGIA. Dal 2011, ultimo anno in cui si è pagato l’ICI, botteghe, piccoli negozi e uffici  hanno subito un aumento del prelievo fiscale di oltre il 100%.

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La Local Tax porterebbe alle casse comunali 26 miliardi di euro nel 2016

L’Ufficio studi della CGIA ha analizzato i relativi gettiti derivanti dalla sostituzione delle principali imposte/tasse comunali con la Local Tax, la nuova “tassa unica” che i Sindaci dovrebbero applicare a partire dal 2016.

La CGIA ricorda che il gettito totale della Local Tax si aggirerebbe sui 26 miliardi di euro, tra IMU e TASI (21,1 miliardi di euro), l’addizionale comunale Irpef (4,1 miliardi di euro), l’imposta sulla pubblicità (426 milioni di euro), la tassa sull’occupazione degli spazi e aree pubbliche (218 milioni di euro), l’imposta di soggiorno (105 milioni di euro) e l’imposta di scopo (14 milioni di euro).

Si tratta in realtà di indiscrezioni, sottolinea la CGIA, emerse dopo il “question time” alla Camera tenuto settimana scorsa dal ministro Padoan, che fanno capire che dal 2016 IMU, TASI, l’addizionale comunale Irpef e una serie di altri balzelli minori lascerebbero il posto alla Local Tax.

Semplificare il pagamento delle tasse, ma anche ridurne il peso

Questa tassa unica, d’altronde, promette semplificare la vita ai contribuenti, evitando che si ripetano le situazioni di caos e confusione che si sono viste nel 2014 con il calcolo TASI 2014 e le sue diverse scadenze a seconda del comune.

L’eventuale semplificazione della tassazione comunale – spiega il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – renderebbe più facile pagare le tasse: una richiesta che i cittadini e le imprese invocano da tempo. Ma oltre a semplificare bisogna anche ridurne il peso, visto che a partire dal 2011, ultimo anno in cui gli italiani hanno pagato l’Ici, la tassazione su botteghe, piccoli negozi e uffici ha subito un’ impennata spaventosa, a causa dell’introduzione dell’IMU e, successivamente, della TASI”.

In effetti, l’Ufficio studi della CGIA ha spiegato che su botteghe e negozi la pressione fiscale è salita del 108%. Nel 2011, quando ancora si pagava l’ICI, il gettito ammontava a 796 milioni di euro, per raggiungere l’anno scorso 1,65 miliardi di euro.

Quasi identico l’aggravio fiscale subito dagli uffici: nello stesso periodo, il gettito incassato dai Comuni è aumentato del 105%, passando da 533 milioni di euro a poco più di un miliardo di euro nel 2014. Nel caso dei laboratori, il prelievo fiscale è salito dell’81%, con 229 milioni di euro di gettito che nel 2014 sono diventati 414 milioni. Infine, la CGIA ricorda il caso dei capannoni, che hanno subito un incremento del peso fiscale del 66%, con 3,3 miliardi di euro riscossi dai Comuni nel 2011 che nel 2014 sono cresciuti a 5,5 miliardi di euro.

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