L’idroelettrico di Enel, una best practice tutta italiana

Tra le eccellenze del nostro Paese nel settore dell’energia, un posto di riguardo spetta senz’altro all’idroelettrico di Enel, che nei giorni scorsi ha portato la sua esperienza e la best practice italiana delle centrali idroelettriche di pompaggio all’Energy Storage 2015 di Amburgo. La fiera ha visto la partecipazione di aziende ed esperti del settore per confrontarsi su un tema, quello dello stoccaggio, che rappresenta una delle sfide più importanti per l’energia del futuro.

Idroelettrico
Il sistema rappresenta una soluzione per il problema dello stoccaggio

Oltre alla produzione è infatti essenziale sviluppare delle tecnologie per accumulare l’energia elettrica prodotta in eccesso (sistemi storage, appunto); una questione tanto più cruciale in un’Europa dove le energie rinnovabili si stanno ritagliando un ruolo sempre più importante.

Come ha spiegato Sergio Grigatti di Enel Produzione, «Gli impianti idroelettrici a pompaggio possono essere considerate complementari alle altre tecnologie di accumulo. Rispetto alle batterie, che forniscono bassa potenza, tensioni medio-basse e un funzionamento limitato nel tempo, le centrali idroelettriche di pompaggio sono in  grado di fornire potenza e tensioni elevate, oltre a estesi periodi di funzionamento».
Scopri E-light
In Italia questi impianti sono presenti soprattutto nell’arco alpino, sugli Appennini, in Sicilia e in Sardegna, e hanno la possibilità di entrare in funzione immediatamente riutilizzando la risorsa idrica. Il sistema usa due bacini di stoccaggio (uno in quota e uno a valle), con l’acqua del bacino inferiore pompata e riportata a quello superiore in caso di surplus di energia nella rete. In questo modo, la tecnologia delle centrali idroelettriche di pompaggio può proporsi come supporto alla stabilità della rete elettrica europea.

Commenti Facebook: