Libertà di stampa: Italia migliora nella classifica di Reporters Sans Frontières

L’organizzazione non governativa Reporters Sans Frontières ha pubblicato in questi giorni la classifica 2014 relativa alla libertà di stampa nel mondo.

Il nostro paese sale di nove posizioni rispetto allo scorso anno

Secondo i dati, l’Italia è migliorata notevolmente rispetto allo scorso anno, passando al quarantanovesimo posto (su un totale di 180 paesi), con un +9% e in una posizione più accettabile della classifica (dove la situazione viene giudicata “piuttosto buona”).

Sempre secondo il rapporto, l’Italia è l’unico paese dell’Europa del Sud a registrare un trend positivo nel 2013, che potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi, grazie a nuove norme che dovrebbero depenalizzare alcuni reati, come ad esempio la diffamazione a mezzo stampa. Basti pensare che la Grecia ha registrato un calo di ben 14 posizioni, trovandosi ora alla novantanovesima. Il podio resta sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno: al primo posto troviamo la Finlandia, seguita dai Paesi Bassi in seconda posizione e dalla Norvegia in terza.

Tra gli stati “big” in negativo, invece, troviamo gli Stati Uniti, che calano al 46esimo posto (tredici posizioni in meno rispetto allo scorso anno), soprattutto a causa delle posizioni prese sul caso Edward Snowden e Prism e su Bradley Manning e Wikileaks. Il rapporto di RSF denuncia come troppo spesso la sicurezza nazionale sia stata utilizzata come pretesto per compiere azioni di controllo e censura verso informazioni che sono di interesse generale e che, quindi, tutti i cittadini avrebbero diritto a conoscere.

Tre punti in meno (ora al 33esimo posto) per il Regno Unito: anche in questo caso il calo è legato alla vicenda delle rivelazioni di Edward Snowden e alle pressioni del governo britannico sul Guardian, il quotidiano che ha pubblicato in esclusiva le notizie trapelate dai documenti in possesso dal giovane.

Segno leggermente negativo anche per la Francia, che scivola di una sola posizione e si ferma al 39esimo posto: la causa di tale discesa sarebbe legata al caso Bettencourt e all’obbligo imposto dal tribunale di ritirare alcuni materiali sulla vicenda da parte di due siti Internet che se n’erano occupati.

La Russia, impegnata in questi giorni con le Olimpiadi Invernali di Sochi, si mantiene stabile e comunque in una bassa posizione, precisamente al 148esimo posto, uno in più rispetto allo scorso anno. Tra i paesi meno liberi troviamo ancora la Siria, che continua a scendere nelle ultime posizioni (177) a causa dell’inasprimento della guerra civile che già da molto tempo sta mettendo in ginocchio l’intero paese e sta mietendo numerose vittime anche tra i reporters che stanno cercando di documentare il conflitto (secondo quanto ricorda La Repubblica, sono 130 gli operatori dell’informazione uccisi nel paese tra marzo 2011 e dicembre 2013).

Le ultime tre posizioni della classifica sono detenute da Turkmenistan (178), Corea del Nord (179) ed Eritrea (180). Molto preoccupante, inoltre, la situazione nella Repubblica Centrafricana che perde addirittura 43 punti e si ritrova ora in posizione 109, anche in questo caso a causa di un terribile conflitto interno e le conseguenti violenze e intimidazioni contro i giornalisti.

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