L’Europa verso un’industria a zero emissioni

L’utilizzo delle energie rinnovabili è spesso visto come inadatto al settore dell’industria per via del grande consumo energetico da esso richiesto. Invece, è proprio in ambito industriale che tutto ciò che si basa sull’energia solare e su altre fonti rinnovabili è davvero conveniente e non a caso in rapido sviluppo.

Spopola in Austria, Germania e Italia; si parla sempre di energia solare

Uno dei primi casi che vede protagonista l’utilizzo integrato di energia alternativa per l’alimentazione di un complesso industriale è stato quello della fabbrica di collettori solari tedesca Solvis. Il suo edificio, operante dal 2002, è coperto da una struttura metallica che ospita grandi impianti solari, collettori e moduli fotovoltaici che permettono un basso consumo energetico che può essere coperto esclusivamente con energie rinnovabili. A fornire l’energia necessaria non sono solo gli impianti solari ma anche una centrale di cogenerazione che produce il calore necessario che ad una potenza elettrica di 100 kW. La centrale è alimentata con olio di colza. Grazie all’integrazione di queste varie tecnologie e un sistema a energia intelligente che controlla e analizza continuamente il sistema industriale, questa fabbrica è di fatto a zero emissioni.

Uno dei settori industriali che utilizza maggiormente la tecnologia solare è quello della produzione di bibite: Il birrificio austriaco Göss ad esempio, alimenta il processo di miscelatura con del vapore che attraversa uno scambiatore di calore all’esterno del tino per la cottura del malto. Per integrare il calore solare termico è stato inserito un nuovo scambiatore di calore all’interno del tino di cottura, che permette un approvvigionamento energetico ibrido per la fase di cottura, includendo l’energia solare termica, il calore di recupero e una caldaia a biomassa.

In Italia, una delle esperienze più interessanti è stata supportata dal punto di vista tecnico dal Politecnico di Milano e dalla RESEDA onlus. Si tratta della realizzazione di un campo solare di oltre 1.000 m2 di superficie impiegati per alimentare un processo di pulitura e tintura dei tessuti. L’impianto verrà realizzato in Tunisia tramite una collaborazione internazionale. Il progetto è stato eseguito impiegando una particolare attenzione all’efficienza e alla durata dell’impianto con lo scopo di massimizzare il vantaggio dall’investimento effettuato. Altro punto di forza del progetto è l’integrazione del calore solare all’interno del ciclo di processo.

Sicuramente il settore è in piena espansione e ora non ci resta che aspettare che l’esperienza accumulata in questi anni ci porti alla completa realizzazione di un’industria a zero emissioni per un’Europa che deve ancora fare alcuni passi avanti ma che sembra aver intrapreso il percorso giusto.

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