Legge elettorale, a che punto siamo

Ora c’è una data, il 27 gennaio. Quel giorno la Camera discuterà la riforma del sistema elettorale, nella prospettiva di chiudere per i primi di febbraio: è stato infatti deciso il calendario per dare al Paese una nuova legge elettorale nel più breve tempo possibile.

Nuova legge elettorale
Allo studio varie proposte per superare il «Porcellum»

Queste le tappe previste per i prossimi giorni: indagine conoscitiva in commissione fino al 17 gennaio, dal 20 gennaio discussione e conclusione in tempo per arrivare all’aula il 27.

Ma quali saranno i modelli su cui si discuterà, posto che il «Porcellum» è stato dichiarato incostituzionale lo scorso dicembre? Matteo Renzi ha messo sul tavolo tre proposte sulle quali le forze politiche in questo giorno stanno parlando molto: il modello comunale, un «Mattarellum» corretto e il sistema spagnolo.

Il modello comunale, o dei sindaci, prevede un doppio turno di coalizione ed un eventuale ballottaggio tra i due migliori candidati, se nessuno ha raggiunto la maggioranza assoluta al primo turno. Chi vince si aggiudica il 60% dei seggi, il resto viene diviso proporzionalmente tra gli sconfitti con una soglia di sbarramento del 5%. A questo modello base si possono applicare un sistema con liste corte bloccate, con preferenze, o con collegi. Il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano ha indicato la sua preferenza per questo modello.

Il «Mattarellum», si ricorderà, era il sistema elettorale in vigore in Italia prima dell’avvento del «Porcellum», e cioè dal 1994 al 2006. In quanto legge di transizione dal proporzionale puro vigente nella prima Repubblica, era una legge mista, maggioritaria per tre quarti (con collegi uninominali e vittoria del candidato con la maggioranza relativa) e proporzionale per il quarto restante. Le modifiche proposte da Renzi riguardano soprattutto il quarto proporzionale: il sindaco di Firenze vorrebbe dividerlo in un 15% come premio di maggioranza per la coalizione vincente e in un 10% destinato al «diritto di tribuna», cioè al proporzionale per le forze d’opposizione di media grandezza. Inoltre via lo scorporo, via le liste civetta e la soglia di sbarramento rimarrebbe al 4%.

Infine il modello spagnolo: sistema proporzionale con liste bloccate, divisione del territorio italiano non più nei maxi-collegi del «Porcellum» ma in 118 piccole circoscrizioni, con soglia di sbarramento al 5%.

È poi da ricordare la proposta di legge elettorale che Beppe Grillo ha annunciato e che verrà elaborata online insieme agli iscritti certificati al Movimento Cinque Stelle: dovrebbe essere pronta per febbraio. Nel frattempo, le preferenze del M5S vanno al vecchio «Mattarellum».

Secondo le dichiarazioni di Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, le caratteristiche irrinunciabili per il suo partito sono l’election day e un sistema a un turno, maggioritario e bipolare.

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