Legambiente, taglio alle bollette ferma la crescita delle rinnovabili

Secondo Legambiente, il provvedimento annunciato da Federica Guidi in questi giorni fermerà notevolmente la crescita delle rinnovabili in Italia. Con tagli retroattivi alle agevolazioni per il fotovoltaico anche per famiglie e agricoltori, e soldi pubblici presi dalle bollette per salvare il fallimentare progetto di rigassificatore a Livorno, il provvedimento colpisce le rinnovabili e beneficia i grandi gruppi energetici in crisi, denuncia Legambiente.

Legambiente, taglio alle bollette ferma la crescita delle rinnovabili

Il provvedimento che prevede un taglio del 10% sulle bollette energetiche delle pmi, annunciato recentemente dal Ministero dello Sviluppo economico e che verrebbe avviato dopo le elezioni europee, va “in una direzione esattamente contraria agli interventi di cui il Paese avrebbe bisogno – ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente  – Cambiano i Governi ma non le scelte contro le fonti rinnovabili”.

Secondo l’associazione ambientalista, il taglio alle bollette per le pmi comporta vantaggi molto inferiori di quelli possibili con una seria strategia di efficienza energetica che riguardi i consumi di energia elettrica e termica e spinga l’autoproduzione da fonti rinnovabili.

I dati della produzione energetica di aprile, che evidenziano un record di 43,7% di produzione rispetto ai consumi, confermano che le rinnovabili sono oggi la prospettiva energetica più interessante per l’Italia.

Chiediamo al Governo di fermare un provvedimento sbagliato nel merito delle scelte e nel messaggio che viene inviato alle famiglie e alle imprese – ha continuato il vicepresidente Legambiente – perché l’Italia avrebbe tutto l’interesse a investire nelle fonti rinnovabili per ridurre importazioni di fonti fossili e spesa energetica. Tutti condividiamo la necessità di ridurre la spesa energetica, e per questo riteniamo non accettabile che si scelga una strada che va solo nella direzione degli interessi dei grandi gruppi energetici legati alle fonti fossili”.

Tagliare le bollette: la proposta Legambiente

Legambiente ha proposto al Governo di aprire un confronto sul futuro energetico dell’Italia per incentrarlo su una prospettiva di economia a basso carbono e di produzione distribuita da fonti rinnovabili e efficienti. Perché, secondo l’associazione, in questa direzione bisogna spingere, e non fermare come propone il provvedimento, l’autoproduzione di energia verde, tramite interventi che consentano lo scambio sul posto, la gestione di reti e la vendita diretta di energia da parte di cooperative e Esco, oltre a misure trasparenti sui tanti sussidi fossili e altri che non corrispondono in bolletta luce, sui quali il provvedimento prova ad intervenire senza il necessario coraggio.

Zanchini conclude sottolineando che “Servono interventi che aiutino imprese e famiglie a investire nell’efficienza e nell’autoproduzione di energia attraverso le fonti rinnovabili. Una direzione di questo tipo non solo determinerebbe risultati immediati in termini di riduzione di spesa energetica e importazioni, ma permetterebbe anche di creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro in Italia”.

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