Le novità della centrale di Porto Empedocle di Enel

È stato inaugurato il nuovo gruppo turbogas a metano nella centrale “Vigata” di Porto Empedocle in Sicilia, con una riconversione in grado di migliorare sensibilmente gli standard tecnologici e ambientali mantenendo inalterati i posti di lavoro. L’investimento per il riadeguamento ambientale dell’impianto e l’introduzione del nuovo gruppo è stato di 80 milioni di euro.

Porto-Empedocle
La riconversione segna un miglioramento degli standard sia tecnologici che ambientali

In totale le ore di lavoro, per circa un anno di cantiere, sono state 350mila, con 25 imprese coinvolte (fortemente radicate nel territorio, con il 90% di queste siciliane) e 250 persone impiegate (il 30% dall’area cittadina e il 10% dalla provincia di Agrigento).

Il nuovo gruppo turbogas a metano di Enel, per una potenza di 80 MW, ha rimodernato un impianto storico per la Sicilia, costruito oltre 50 anni fa, nel 1963; l’abbandono dell’olio combustibile denso segna una migliorata efficienza sia ambientale che tecnologica.
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Secondo quanto dichiarato da Ignazio Mancuso, responsabile dell’unità di business Enel di Porto Empedocle, «dal punto di vista delle emissioni rappresenta il meglio: i suoi limiti sono largamente inferiori a quelli imposti dalla comunità europea».

Niente emissioni in atmosfera di polveri e ossidi di zolfo, quindi, con una riduzione significativa anche degli ossidi di azoto e del monossido di carbonio: il tutto mantenendo i posti di lavoro precedenti, con 45 persone che saranno stabilmente occupate più un’altra ventina legate all’indotto. A marzo l’impianto sarà pienamente operativo.

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