Le frodi sulle carte di credito in Italia

Secondo i dati elaborati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, il nostro è uno dei meno esposti al rischio di frodi su carte di credito e pagamenti elettronici tra i Paesi dell’area SEPA, degli Stati Uniti e dell’Australia. Anche il trend è decrescente, ponendosi in controtendenza rispetto agli altri Paesi dell’Eurozona.

In Italia meno frodi su carte di credito rispetto ad altri Paesi ad economia avanzata

La percentuale di frodi rispetto alle transazioni avvenute con carta di credito o con altro sistema di pagamento elettronico in Italia è pari allo 0,019%. Un dato che permette di affermare che l’Italia è un Paese piuttosto sicuro per questo tipo di transazioni rispetto ai Paesi economicamente più avanzati, dove l’uso di queste forme di pagamento è consolidato da anni.

Oltre a essere inferiore alla media, questo dato ha una singolarità, dovuta al fatto che malgrado l’aumento dell’uso delle carte di credito e delle transazioni online (che nel resto dell’Europa hanno portato ad un incremento delle frodi), le somme sottratte attraverso attività criminose di questo tipo tendono a decrescere.
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Sono queste le informazioni elaborate dal Ministero sulla base dei dati del 2013 raccolti attraverso il SIPAF (Sistema Informatizzato per la Prevenzione Amministrativa Frodi).

Anche in Italia, come già riscontrato nel resto dei Paesi europei e negli Stati Uniti, le frodi attraverso ATM e POS vanno sempre diminuendo, anche grazie all’uso del microchip sulle carte di pagamento, sistema che ha reso molto più difficile il “furto di identità” e di cui quasi tutte le carte oggi emesse sono dotate.

Diminuiscono anche i casi di clonazione, mentre tra le varie tipologie di frode, la contraffazione delle carte nel 2013, passando dal 39% al 25%, ha ceduto la sua egemonia alla pratica dell’”utilizzo fraudolento della carta in internet”, il quale è passato dal 30% al 38%. Anche il fenomeno dell’“utilizzo fraudolento del codice carta emessa” è cresciuto di 8 punti, passando dall’11% al 19%.

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