Le due fasi del credito al consumo secondo Federconsumatori

Secondo una analisi sull’andamento del credito al consumo relativamente agli ultimi decenni, condotta dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, emergono dal 2002 al 2014 due fasi distinte, una di espansione del debito, una forte contrazione.

Le due fasi del credito al consumo dal 2002 ad oggi
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I recenti dati legati al tasso di inflazione, alla crescita della disoccupazione, alla contrazione della domanda di beni ed al forte calo del credito al consumo, fanno riflettere e discutere.

Secondo le associazioni dei consumatori la causa va ricercata nella mancanza di fiducia e di liquidità. La disoccupazione cresce e quindi si riduce il numero di cittadini che dispongono di un reddito. In secondo luogo da anni costantemente si registra una perdita di potere d’acquisto da parte delle famiglie italiane. Sarebbero queste le ragioni principali per cui le famiglie evitano di indebitarsi anche per acquisti modesti.
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L’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori ha analizzato l’andamento del credito al consumo delle ultime due decadi, ravvisando la presenza di due fasi distinte.

In una prima fase, che va dal 2002 al 2009, le famiglie hanno fatto grosso uso dei prestiti, non solo per l’acquisto di beni di consumo, ma anche per mantenere costante lo standard di vita e per compensare la perdita di potere d’acquisto dovuto al rincaro dei prezzi e delle tariffe conseguenti al cambio lira-euro. I prestiti attivati sono stati di tipo personale, per acquisti rateali, ma anche finalizzati a scopi ludici o ricreativi (come le vacanze, ad esempio).

La successiva fase si è aperta alla fine del 2009, nel cuore della crisi economico-finanziaria iniziata due anni prima. L’aggravarsi dei suoi effetti ha indotto le famiglie a ridurre drasticamente gli acquisti, anche rateizzati. La riduzione è stata del 13%, passando da 115 miliardi di euro di debito complessivo fino agli attuali 99,4 miliardi.

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