Le denunce presentate ad AGCOM in materia di telefonia fissa e mobile

Tra il 1° maggio 2014 e il 30 aprile 2015, i cittadini hanno presentato all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni oltre 4.000 denunce tramite il modello D. Quest’ultimo è lo strumento messo a disposizione da AGCOM per denunciare violazioni della normativa vigente da parte degli operatori di telecomunicazioni e di pay tv. Le casistiche più gravi e diffuse. 

Relazione Annuale 2015 AGCOM: oltre 4.000 denunce tramite il modello D
Oltre 4.000 denunce tramite il modello D

AGCOM, nella Relazione Annuale 2015 sull’attività svolta e sui programmi di lavoro, oltre che a fotografare lo stato della diffusione e della penetrazione dei servizi a banda larga e a banda ultralarga in Italia, ha illustrato le attività di verifica, istruttorie e ispettive inerenti alle denunce presentate dai cittadini tramite il modello D.

Tra il 1° maggio 2014 e il 30 aprile 2015, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sono pervenute 4.066 denunce di cittadini che hanno utilizzato lo strumento reso disponibile dall’Authority per denunciare violazioni della normativa vigente da parte degli operatori di telecomunicazioni e di pay tv. Il modello D, appunto.

Le casistiche più gravi, attuali e diffuse riguardano i disservizi nelle procedure di migrazione, cessazione e portabilità del numero in ambito di telefonia fissa, e l’attivazione di servizi non richiesti e la modifica unilaterale delle condizioni economiche in ambito di telefonia mobile.

AGCOM ha registrato, rispetto al precedente periodo, un aumento del 13% delle denunce di disservizi nel trasferimento delle utenze fisse e un incremento del 7% di quelle relative all’attivazione di servizi premium in abbonamento su rete mobile.

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In materia di trasferimento delle utenze fisse, «le risultanze delle ispezioni hanno condotto sia all’adozione di sanzioni pecuniarie nei confronti degli operatori per violazione della normativa di settore, sia alla costituzione di un apposito Gruppo di lavoro per il monitoraggio dei processi di migrazione e per la ricerca di soluzioni per migliorare l’efficienza delle procedure e ridurre i disservizi all’utenza».

Con riferimento, invece, all’attivazione di servizi premium in abbonamento su rete mobile, l’Autorità ha individuato una soluzione di tipo regolamentare, proposta nell’ambito del provvedimento Bolletta 2.0, volta a rendere più trasparente l’attivazione dei servizi e più rapido ed efficace il rimborso delle somme addebitate in maniera illecita.

AGCOM svolge anche l’attività di definizione delle controversie relative alle utenze di Regioni per le quali il CoReCom (Comitato Regionale per le Comunicazioni) non ha ancora acquisito la delega a svolgere tale funzione. È il caso di Valle d’Aosta, Campania, Sardegna, Sicilia e Veneto.

«Nel periodo di riferimento sono state ricevute 1.625 istanze per la definizione di controversie tra utenti ed operatori, rispetto alle quali in 1.071 casi (pari al 65% del totale) il relativo procedimento è già stato concluso», si legge nella Relazione Annuale 2015.

«Dei procedimenti conclusi» – prosegue AGCOM – «nel 70% dei casi le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo nel corso dell’udienza o, comunque, nel corso della procedura, mentre nel 21% dei procedimenti si è giunti fino al provvedimento finale (poco più della metà di questi con determina direttoriale, perché di valore inferiore a euro 500,00)».

La durata dei procedimenti è rimasta, in media, al di sotto del termine regolamentare, pari a 180 giorni, e il valore dei rimborsi e degli indennizzi versati dagli operatori agli utenti è stimabile in 1 milione di euro, conclude AGCOM.

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