Le banche potranno essere obbligate a rivelare i profitti derivati dai prestiti

E se le banche fossero costrette a dire quanto profitto traggono dai prestiti che ricevono dalla Bce?

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La bozza di una norma attualmente in revisione dalle autorità dell’Unione Europea stabilisce che le banche dovranno rendere pubblici i profitti che derivano dai prestiti ricevuti dalla Banca Centrale Europea. E non solo: dovranno inoltre escludere tale somma di denaro dall’importo preso in considerazione per calcolare la remunerazione e i bonus dei dirigenti.

L’anteprima di questa bozza è stata ottenuta dall’agenzia Bloomberg, e afferma che le banche europee dovranno rivelare i profitti ottenuti dal carry trading che deriva dai prestiti ricevuti dalla Bce. E non considerare quell’importo al momento di calcolare la remunerazione dei propri dirigenti.

L’UE ha messo al centro dell’attenzione la LTRO, dell’inglese Long Term Refinancing Operation, ovvero l’operazione con cui la Bce ha sbloccato due tranches di prestiti triennali alle società creditizie dell’Europa, ad un tasso d’interesse dell’1%. Stiamo parlando di prestiti che raggiungono complessivamente un volume di ben 1.000 miliardi di euro.

Dato che si tratta di una cifra altroché modesta, l’UE vuole che si renda chiaro in che misura questo denaro è stato utilizzato per il carry trading, ossia per le operazioni speculative attraverso le quali si prende a prestito denaro ad un tasso d’interesse basso per acquistare titoli a rendimento più alto.

In più, le autorità vogliono evitare che questi profitti siano utilizzati per aumentare il guadagnano personale dei dirigenti e manager delle banche.

Questa norma è solo una tra le tante misure che sono state proposte all’UE in materia di legislazione per le banche europee. Tra le altre iniziative, è stata suggerita l’idea di conferire all’European Banking Authority maggior potere, ad esempio, la facoltà di eseguire ispezioni a sorpresa nelle filiali delle banche.

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