Le 10 migliori lauree per trovare lavoro: la classifica aggiornata

La scelta del corso di laurea da seguire per formarsi, realizzarsi e trovare un lavoro coerente con le proprie aspettative è, lo sanno tutti, davvero cruciale; non tutte le lauree sono uguali, e il rischio di scegliere l’indirizzo sbagliato, per poi trovarsi a un’età non più giovanissima senza avere ancora esperienze lavorative significative e un titolo poco richiesto dal mercato, è abbastanza alto.

In testa ci sono Medicina, Economia e Ingegneria

In compenso c’è da dire che l’Italia ha una sempre più forte richiesta di laureati, vista l’alta specializzazione richiesta oggi per le figure professionali. Secondo i dati dell’ultimo Report Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal sulle migliori lauree per trovare lavoro, entro 5 anni 6 nuovi occupati su 10 dovranno avere la laurea o il diploma, a causa del turnover del mercato e della crescita economica, con nuovi posti di lavoro tra 352mila e 535mila unità per il quinquennio 2019-2023.

Le nuove sfide del mercato del lavoro

A risaltare, rispetto al passato, è la richiesta di laureati che siano in grado di affrontare sfide inedite, dalla meccatronica al cambiamento climatico sempre più evidente, senza dimenticare la necessità di realizzare edifici e strutture ecosostenibili e a basso impatto ambientale. Fondamentale il ruolo delle comunicazioni, all’alba dell’introduzione del 5G che porterà vantaggi inediti in termini di stabilità delle conversazioni e delle connessioni a distanza, e che soprattutto permetterà all’Internet of Things di far dialogare tra di loro sempre più dispositivi diversi, in direzione delle smart home e delle smart cities di un futuro sempre più vicino.

Alla ricerca di un milione di laureati

In tutto, in questo periodo, stando ai dati ricavati dal rapporto, saranno necessari tra i 3 e i 3,2 milioni di nuovi occupati, con una domanda di personale laureato che andrà tra le 959mila e le 1.014mila unità. Nella classifica seguente, analizziamo uno ad uno gli indirizzi più ambiti dal mercato, ovvero quelli che garantiranno, se non proprio un lavoro sicuro, condizioni potenzialmente molto più appetibili rispetto a chi non ha conseguito una laurea o ne ha una non adatta al contesto attuale.

Va notato, naturalmente, come la classifica non vada intesa con valore assoluto, perché una variabile fondamentale è quella legata ai laureati di uno specifico settore ogni anno; in altre parole, la domanda di profili non corrisponde all’offerta. Per fare un esempio, secondo i più recenti dati ISTAT il quantitativo di laureati in materie letterarie nel 2016 è stato di 23.664 unità contro le 16.558 di Architettura, con un’offerta quindi di quasi un terzo superiore a fronte di una richiesta prevista quasi identica.

1. Lauree di tipo medico-sanitario

Per le lauree di questo settore, secondo lo studio si attende una richiesta di profili – per il periodo 2019-2023 – tra le 171.400 e le 175.800 unità: in assoluto il numero più alto, considerando che la filiera “Salute e benessere” contribuirà nei prossimi anni ad alimentare la domanda di lavoro con la ricerca di 361mila-407mila unità per quanto riguarda le figure di livello medio-alto in campo medico-sanitario e assistenziale.

2. Lauree di tipo economico

Per le lauree in ambito economico, il fabbisogno totale per il periodo preso in esame si aggira tra le 151.800 e le 162.200 unità: inutile dire che in questo settore sarà fondamentale l’attenzione verso l’internazionalizzazione e le nuove sfide che, a livello tecnologico, di innovazione e di competizione sul mercato globale, richiederanno manager, analisti ed esperti in grado di affrontarle e superarle al meglio.

3. Lauree in ingegneria

Al terzo posto le lauree in ingegneria, da 126.800 a 136.400 unità. In particolare, tra i settori più ambiti in questo ambito per i prossimi anni va ricordata la filiera legata alla meccatronica e alla robotica, per la quale si stima che il fabbisogno richiesto, nell’arco dei 5 anni, sarà tra i 68mila e gli 86mila lavoratori.

Fondamentale per ingegneria (e altre facoltà tecniche) il fatto che nell’ambito della Digital Transformation saranno tra i 275mila e i 325mila i lavoratori richiesti dalle imprese con competenze matematiche e informatiche, digitali e social o relative agli sviluppi nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale o dei big data e delle tecnologie 4.0, dalla telefonia mobile più avanzata all’Internet delle cose.

Confronta le offerte di telefonia mobile »

4. Lauree di tipo giuridico

Ci sarà bisogno nei prossimi anni di un numero di laureati in materie giuridiche tra i 98.000 e i 102.900: si ricercheranno professionisti con le competenze e le capacità necessarie per fornire consulenza e assistenza in materia legale soprattutto negli ambiti più innovativi, dove ancora la giurisprudenza deve esprimersi in modo adeguato a coprire tutti i casi (si pensi ad esempio ai problemi legati alla privacy in Rete).

5. Lauree di insegnamento e formazione

La formazione e l’insegnamento sono discipline chiave per un Paese che vuole crescere, avere cittadini istruiti e consapevoli e prepararsi a un confronto sul piano globale. Per questo la richiesta di laureati in materie di questo ambito è alta, da 91.900 a 96.800 unità (comprese le scienze motorie) per il periodo 2019-2023. Da ricordare, infatti, che secondo il rapporto la filiera “Education e cultura” avrà nei prossimi anni un ruolo ancora più centrale per quanto riguarda la diffusione di nuove competenze e conoscenze, per un fabbisogno di laureati che, si calcola, sarà tra i 140mila e i 149mila lavoratori per il quinquennio.

6. Lauree politico-sociali

Da 59.600 a 62.900: questo il numero di laureati in ambito politico-sociale che si prevede verrà richiesto dal mercato del lavoro per il periodo 2019-2023 (scienze delle comunicazione, scienze politiche, sociologia, relazioni internazionali, servizi sociali, scienze dell’amministrazione e così via), nei vari livelli che riguardano le attività di governo e amministrazione.

7. Lauree letterarie

Nell’ambito delle lauree letterarie, saranno richieste tra le 56.100 e le 60.000 unità: sebbene sia tradizionalmente ritenuta una laurea “a rischio” per le prospettive occupazionali non sempre rosee, c’è comunque un forte bisogno di laureati in materie umanistiche per quanto riguarda l’editoria, la comunicazione, i servizi culturali, il turismo, le istituzioni come i musei e le biblioteche e così via, oltre ovviamente all’insegnamento nelle scuole.

8. Lauree in architettura

Per architettura e percorsi di laurea collegati il numero di persone adeguatamente formate che il mercato richiederà tra il 2019 e il 2023 va dalle 56.000 alle 59.400 unità. La richiesta di laureati in architettura nel mondo del lavoro riguarda anche le sfide dell’ecosostenibilità e di un’edilizia “green”, che sappia rispettare l’ambiente nel suo complesso e sia artefice di un rapporto tra l’uomo e il territorio in cui vive più armonico, soprattutto in relazione all’uso di energie rinnovabili e tecniche che rendano case ed edifici a basso impatto.

La filiera Ecosostenibilità, secondo il rapporto, farà sì che le imprese richiedano nei prossimi anni tra i 519mila e 607mila lavoratori specializzati: non solo architetti, ovviamente, ma questi saranno cruciali nello stabilire nuove strategie e buone pratiche.

9. Lauree in lingue

In un mondo sempre più connesso e globale, la presenza di laureati che ben conoscano le lingue e la cultura di Paesi diversi è molto richiesta: per l’esattezza tra 34.000 e 36.800 unità entro il 2023. In questo senso, è bene ricordare che tra le lingue più richieste oggi nel mercato del lavoro, oltre ovviamente all’inglese in quanto lingua dominante in almeno 3 paesi del G7, ci sono il cinese mandarino, il francese, lo spagnolo, l’arabo, il russo e il tedesco, almeno in base alla classifica elaborata dal World Economic Forum.

10. Lauree di tipo scientifico, matematico e fisico

In fondo a questa top ten – ma come si è detto prima bisogna tenere conto che si tratta di lauree molto specialistiche con un numero inferiore di laureati annuali rispetto a quasi tutti gli altri settori – ci sono i laureati in materie scientifiche, in matematica e in fisica, con un numero richiesto dal mercato tra 28.900 e 30.600 unità.

Le altre lauree

Proseguendo nelle altre materie analizzate dal rapporto, infine, si incontrano il settore psicologico (da 25.600 a 27.000 unità), il chimico-farmaceutico (da 24.900 a 26.600 unità), il geo-biologico e biotecnologico (da 15.200 a 16.500  unità), l’agroalimentare (da 12.300 a 13.100 unità) e lo statistico (da 6.500 a 6.800 unità).

La retribuzione media e le lauree

Un altro dato che va tenuto ben presente quando si valutano i pro e i contro di ciascuna laurea per il proprio futuro lavorativo è naturalmente quello della retribuzione. Essere occupati non è tutto, soprattutto se, malgrado un percorso di studi durato cinque anni e costato sudore e fatica, nel medio-lungo termine si percepisce uno stipendio inferiore a chi non ha conseguito una laurea ma ha avviato la propria vita professionale con qualche anno di vantaggio.

Un rapporto di OD&M Consulting (Gi Group) indica infatti, per il 2017, gli stipendi più alti relativi alla prima occupazione per gli ingegneri, con una media di 28.180 euro lordi l’anno, seguiti dai laureati in materie tecnico-scientifiche (26.600 euro) e da quelli in materie giuridico-economiche (26.067 euro). In fondo alla classifica ci sono invece i laureati in materie umanistiche (22.400 euro) e in particolare letterarie (20.976 euro).

In media, i laureati magistrali percepiscono 26.000 euro all’anno per la prima occupazione, 23.180 i laureati triennali.

Commenti Facebook: