L’AGCOM propone due schemi l’accesso all’ingrosso alla rete fissa di Telecom Italia

Due sono i possibili schemi – denominati “alfa” e “beta” – per l’accesso all’ingrosso alla rete fissa di Telecom Italia fino al 2017 da poco pubblicati dall’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, in accordo con l’obiettivo di favorire la concorrenza tra gli operatori di rete, promuovendo al tempo stesso nuovi investimenti.

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Schema "alfa" e schema "beta" per incentivare la banda larga e ultralarga

Secondo lo schema “alfa“, l’intera penisola è considerata un mercato unitario, e l’imposizione degli obblighi segue dunque il precedente ciclo regolamentare, consolidando le novità introdotte due anni fa come la riduzione dei prezzi all’ingrosso, l’accesso al cabinet e vectoring multioperatore.
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Nello schema “beta“, invece, si tiene conto di condizioni concorrenziali differenziate esistenti in alcune aree del Paese (dette Aree A e Aree B), prevedendo per esse altrettante condizioni regolamentari e prezzi distinti. Nelle Aree B si concentreranno gli investimenti per le reti di nuova generazione da parte di almeno due operatori, a differenza delle Aree A; così, «a fronte del maggiore grado di concorrenza e di investimenti nelle Aree B l’Autorità propone un alleggerimento degli obblighi di controllo di prezzo in capo a Telecom Italia per il bitstream e l’unbundling, nonché misure incentivanti la migrazione della clientela alla fibra».

L’obiettivo è sempre quello di migliorare l’accesso alla banda larga e ultralarga verso la fibra ottica: nelle parole di Antonio Preto, Commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, «garantire la concorrenza e promuovere gli investimenti in reti di nuova generazione sono gli obiettivi principali dell’analisi dei mercati dell’accesso, adottata oggi da Agcom e ora aperta alla consultazione pubblica».

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