La vera ragione per cui Steve Jobs odia Flash

La vendetta di Apple contro Adobe si fa ancora più selvaggia, dopo la lettera di Steve Jobs che spiega perché Flash non sarà mai consentito su iPhone e iPad.

Bisogna aggiungere poi che Hewlett-Packard ha comprato Palm, in particolare per il sistema operativo WebOS – per creare un tablet HP con WebOS e competere con iPad: allo stesso tempo Microsoft si è schierata con Apple contro Adobe e ha ucciso Courier.

Apple ha politiche di sicurezza tra le più invasive e militaristiche. L’ossessione maniacale del controllo, che Steve Jobs pretende in modo assoluto e il disperato dibattersi intorno tra i concorrenti di Apple è sintomo di qualcosa di importante. Ma cosa sta cambiando?

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Steve Jobs gioca d’azzardo sul futuro di Apple, il futuro di una società con una capitalizzazione di mercato di oltre 200 miliardi di dollari che dovrà continuare ad innovare ad un ritmo incessante per mantenere la quotazione attuale.

HP si è svegliata con 3 anni di ritardo, mentre Microsoft è impantanata in una fossa di catrame, incapace di capire che il sistema attuale imploderà su se stesso nel giro di pochissimo tempo. C’è l’odore di panico, ed ecco perché.

Sin dalla metà degli anni 1990 Internet ha dimostrato di essere il futuro del computing. Con l’aumento della larghezza di banda, i dati sono disponibili da qualsiasi accesso grazie ai nuovi standard 4G (LTE e WiMax) e wifi.

Comunque, ecco il dilemma strategico Steve Jobs: in poche parole l’industria del PC come lo abbiamo conosciuto per un terzo di secolo, sta cominciando a morire.

Il prezzo dei PC e dei laptop è in calo di circa il 50% ogni dieci anni in termini reali, nonostante le prestazioni continuino ad aumentare e il margine di profitto su un netbook o PC desktop è inferiore al 10%. Apple ha finora sopravvissuto al crollo della redditività, puntando sulla fascia premium di mercato.

Allo stesso tempo, la banda larga wireless è in arrivo. Ci sarà uno spazio sulla rete per salvare i propri dati. Il software sarà fornito come servizio agli utenti ovunque si trovino, tramite qualsiasi dispositivo come il  telefono cellulare, laptop, tablet o la TV.

iPhone o iPad non sono altro che l’inizio di una nuova serie di computer Apple che dispongono di una interfaccia utente radicalmente diversa dai predecessori, come l’originale Macintosh differiva della riga di comando PC. Apple sta cercando di mantenersi rilevante per il futuro dell’informatica, una volta che la legge di Moore si assottiglierà.

App Store e iTunes Store hanno insegnato a Steve Jobs che la proprietà del canale di vendita è fondamentale . Si può mantenere la qualità (qualunque essa sia), escludere il malware e creare quindi un ecosistema operativo con piattaforma hardware e applicazioni.

Apple sta cercando disperatamente di forzare la crescita di un nuovo ecosistema: arriva come un’onda travolgente la rivoluzione del cloud computing che spazzerà via il mercato dei PC esistente. A meno che Apple non si trasformi in una società completamente diversa entro il 2015, è destinata ad essere fuori dal nuovo mercato come i fornitori attuali di PC e prodotti assemblati, ritagliandosi una fetta di mercato marginale con budget ridotti e profitti trascurabili.

Ecco perché qualsiasi minaccia per la crescita della piattaforma App Store viene contrastata, con ogni mezzo e ogni modo. Steve Jobs crede senza dubbio che Flash permette di sviluppare cross-piattaforma. Jobs senza mezzi termini non vuole applicazioni cross-platform che potrebbero distogliere l’attenzione e l’energia dalla domanda del suo ecosistema. L’obiettivo a lungo termine di Apple è quello di migrare a lungo termine da una società di hardware con un piccolo sviluppo di software in una azienda di cloud computing con una filiale hardware, quasi come Google.

Apple è nota per aver effettuato grandi investimenti nei centri dati idonei al cloud hosting. Ci sono voci insistenti che “iTunes 10” sarà un servizio cloud, per musica, video, streaming. C’è già MobileMe per la posta elettronica, e iWork.com per i documenti di Office. E presto ne arriveranno molti altri.

Ecco perché c’è panico nella Silicon Valley, ecco perchè quelli di Apple si sono trasformati in dei nazisti paranoici della sicurezza, ecco perché HP ha appena mollato Microsoft e ha sborsato oltre un miliardo per l’acquisto di un quasi fallimento (Palm). Tutti sono terrorizzati dall’idea di Google.

La rivoluzione del PC è quasi volgendo al termine, e tutti cercano di elaborare una strategia per sopravvivere alla conseguenze.

di Apple contro Adobe si fa ancora più selvaggia, dopo la lettera di Steve Jobs che spiega perché Flash non sarà mai consentito su iPhone e iPad.

Bisogna aggiungere poi che Hewlett-Packard ha comprato Palm, in particolare per il sistema operativo WebOS – per creare un tablet HP con WebOS e competere con iPad: allo stesso tempo Microsoft si è schierata con Apple contro Adobe e ha ucciso Courier.

Apple ha politiche di sicurezza tra le più invasive e militaristiche. L’ossessione maniacale del controllo, che Steve Jobs pretende in modo assoluto e il disperato dibattersi intorno tra i concorrenti di Apple è sintomo di qualcosa di importante. Ma cosa sta cambiando?

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Steve Jobs gioca d’azzardo sul futuro di Apple, il futuro di una società con una capitalizzazione di mercato di oltre 200 miliardi di dollari che dovrà continuare ad innovare ad un ritmo incessante per mantenere la quotazione attuale.

HP si è svegliata con 3 anni di ritardo, mentre Microsoft è impantanata in una fossa di catrame, incapace di capire che il sistema attuale imploderà su se stesso nel giro di pochissimo tempo. C’è l’odore di panico, ed ecco perché.

Sin dalla metà degli anni 1990 Internet ha dimostrato di essere il futuro del computing. Con l’aumento della larghezza di banda, i dati sono disponibili da qualsiasi accesso grazie ai nuovi standard 4G (LTE e WiMax) e wifi.

Comunque, ecco il dilemma strategico Steve Jobs: in poche parole l’industria del PC come lo abbiamo conosciuto per un terzo di secolo, sta cominciando a morire.

Il prezzo dei PC e dei laptop è in calo di circa il 50% ogni dieci anni in termini reali, nonostante le prestazioni continuino ad aumentare e il margine di profitto su un netbook o PC desktop è inferiore al 10%. Apple ha finora sopravvissuto al crollo della redditività, puntando sulla fascia premium di mercato.

Allo stesso tempo, la banda larga wireless è in arrivo. Ci sarà uno spazio sulla rete per salvare i propri dati. Il software sarà fornito come servizio agli utenti ovunque si trovino, tramite qualsiasi dispositivo come il  telefono cellulare, laptop, tablet o la TV.

iPhone o iPad non sono altro che l’inizio di una nuova serie di computer Apple che dispongono di una interfaccia utente radicalmente diversa dai predecessori, come l’originale Macintosh differiva della riga di comando PC. Apple sta cercando di mantenersi rilevante per il futuro dell’informatica, una volta che la legge di Moore si assottiglierà.

App Store e iTunes Store hanno insegnato a Steve Jobs che la proprietà del canale di vendita è fondamentale . Si può mantenere la qualità (qualunque essa sia), escludere il malware e creare quindi un ecosistema operativo con piattaforma hardware e applicazioni.

Apple sta cercando disperatamente di forzare la crescita di un nuovo ecosistema: arriva come un’onda travolgente la rivoluzione del cloud computing che spazzerà via il mercato dei PC esistente. A meno che Apple non si trasformi in una società completamente diversa entro il 2015, è destinata ad essere fuori dal nuovo mercato come i fornitori attuali di PC e prodotti assemblati, ritagliandosi una fetta di mercato marginale con budget ridotti e profitti trascurabili.

Ecco perché qualsiasi minaccia per la crescita della piattaforma App Store viene contrastata, con ogni mezzo e ogni modo. Steve Jobs crede senza dubbio che Flash permette di sviluppare cross-piattaforma. Jobs senza mezzi termini non vuole applicazioni cross-platform che potrebbero distogliere l’attenzione e l’energia dalla domanda del suo ecosistema. L’obiettivo a lungo termine di Apple è quello di migrare a lungo termine da una società di hardware con un piccolo sviluppo di software in una azienda di cloud computing con una filiale hardware, quasi come Google.

Apple è nota per aver effettuato grandi investimenti nei centri dati idonei al cloud hosting. Ci sono voci insistenti che “iTunes 10” sarà un servizio cloud, per musica, video, streaming. C’è già MobileMe per la posta elettronica, e iWork.com per i documenti di Office. E presto ne arriveranno molti altri.

Ecco perché c’è panico nella Silicon Valley, ecco perchè quelli di Apple si sono trasformati in dei nazisti paranoici della sicurezza, ecco perché HP ha appena mollato Microsoft e ha sborsato oltre un miliardo per l’acquisto di un quasi fallimento (Palm). Tutti sono terrorizzati dall’idea di Google.

La rivoluzione del PC è quasi volgendo al termine, e tutti cercano di elaborare una strategia per sopravvivere alla conseguenze.

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