La rete mobile al collasso? Ecco tutta la verità

Lo spunto chiave è arrivato da Daniele Lepido nel momento in cui ha chiesto un parere a Cicchetti sulla proposta di Verizon-Google e sulla situazione della rete mobile in Italia.

Il responsabile di Telecom Italia condivide che le reti mobili siano un’industria giovane, alla quale non vanno tarpate le ali con un eccesso di regole. Normale, chi vuole ridursi una fonte di ricavi? Ma il vero punto su cui gli operatori dovrebbero fare maggiore chiarezza riguarda la situazione della rete mobile. La rete mobile al collasso? «Figuriamoci». Parole del responsabile IT di Telecom Italia.

Eppure così non sembrerebbe:

“Nel 2009 sono stati generati dai clienti Tim circa 30 petabyte di traffico, mentre quest’anno la rete è stata aggiornata per supportarne il doppio, 60 petabyte, pari a 60 milioni di gigabyte. Una capacità più che sufficiente a soddisfare l’attuale richiesta. Diciamo però che la cultura del traffico illimitato non è sostenibile a livello economico, più che tecnologico”.

Tuttavia “la rete mobile al collasso“, è un’affermazione che è stata rilasciata molto prima dell’esternazione di Calabrò. Telecom (Deutsche Telekom) per mano del proprio CEO ha affermato che il traffico dati sta aumentando di diverse centinaia di punti percentuali mentre le revenue aumentano solo del 30-40%, facendo chiaramente intuire come una situazione del genere possa essere difficilmente sostenibile.

Telecom Italia, affema quindi che sono stati circa 30 i petabyte di traffico sulla propria rete (come indicato nel proprio piano triennale di Sviluppo TI).

Supposto che le stime di mercato (indicative, ottenute da fonti vicine agli operatori) potrebbero assegnare un 35% di clienti ad H3G, un 33% di clienti a Tim, un 17% di clienti a Vodafone e un 15% a Wind si deve innanzitutto valutare il numero di PetaBytes mobili generati da Tim, pari a 30 nel corso 2009. Il valore conferma la stima complessiva del traffico di Stefano Quintarelli per tutto il mercato italiano che si attesterebbe a circa 75PB.

Si ricava che sulle reti Tim è transitato, indicativamente, il 40% del traffico, con circa il 30% di market share. Considerazioni a parte, che potrebbero essere legate a un gruppo di utenti “approfittatori di banda” , bisogna sottolineare due dati di fatto. Il primo su tutti è insito nella dichiarazione di Cicchetti:

“Nel 2009 sono stati generati dai clienti Tim circa 30 petabyte di traffico, mentre quest’anno la rete è stata aggiornata per supportarne il doppio, 60 petabyte”

Ciò vorrebbe dire palesemente che nel 2009 la rete Tim poteva supportare 30 PB, ossia il massimo che hanno fatto gli utenti. E quindi affermare ” Non c’è e non ci sarà alcun collasso” sembra quasi paradossale. Non si dovrebbero più avere dubbi sul fatto che Telecom sia arrivata con l’acqua alla gola nel 2009 (e lo stesso discorso vale per gli operatori concorrenti).

Valutando la situazione nel 2010, la rete “dovrebbe” supportare ben il doppio del traffico, pari a 60 Petabyte, ossia 60 milioni di Gigabyte. Una capacità, a detta del super esperto TI, sufficiente a soddisfare l’attuale richiesta. Dati in linea con quanto previsto nel piano industriale.

banda-pb-traffico-telecom

Ed ecco quella totale prevista da Stefano Quintarelli:

petabyte-wireless-crescita

Se nel 2008 si generavano complessivamente circa 37PB (di cui 11 di Tim ossia il 30% circa della banda totale, vedesi immagine sopra) significa che la quota di traffico sulle reti Tim nel corso di un anno è aumentato più che proporzionalmente rispetto al numero di abbonati (ossia parte degli “scaricatori” hanno scelto tim) e in prima analisi questo dovrebbe far rivedere a rialzo le stime di Telecom sul consumo della propria utenza.

In seconda battuta e ben più importante, dal trend evidenziato il calcolo potrebbe essere ben differente (come confermano i dati dati sulla crescita wireless USA). Saremmo di fronte a un quasi triplicazione del traffico e non a una duplicazione come pensa TI.

broadband-penetration-wirelinemobile

Da un complesso calcolo potrebbe essere applicata anche la serie di Fibonacci che porterebbe ad un aumento vicino a 88 Petabyte (probabilmente verrà spiegata meglio sul blog di Daniele Lepido). La valutazione è stata ottenuta utilizzando i dati di crescita dall’anno 2007 al 2009 sovrapponendoli ai numeri della successione di Fibonacci.

Calcolando la varianza del campione rispetto alla regola del matematico risulta un P-value inferiore al valore critico, per cui la crescita spiegata nella serie di Fibonacci potrebbe essere una previsione statisticamente attendibile. I numeri di Fibonacci sono infatti utilizzati anche in economia nell’Analisi tecnica per le previsioni dell’andamento dei titoli in borsa, essendo uno strumento che permettono di avvicinarsi il piu possibile al trend futuro.

valutazione-trend-internet-mobile-sostariffeAnno 1 corrisponde a fine 2006 – Anno 5 corrisponde a fine 2010

Più semplicemente, valutando una serie composta da numeri (di traffico totale nei vari anni) pari a 8, 17, 37, 75 dovrebbe condurre a una valore ipotetico del 2010 pari a 160 milioni di PB. Se la rete di Telecom mantenesse il 40% di traffic share si troverebbe nella condizione di gestire circa 64 milioni di Petabyte, contro i 60 al massimo supportabili.

E’ vero che la varianza è alta, com’è alta la probabilità che il traffico possa spostarsi ancora più sulla rete Telecom e com’è alta la probabilità che aumenti in linea generale con i nuovi dispositivi mobili (da iPhone4 ai 95 modelli di Android previsti per il 2010).

Il calcolo è semplice anche a partire dal numero di navigatori mobili, analizzando il trend dal 2009 al 2010, per avere un’ulteriore conferma.

utenti-internet-mobile

Siamo passati da 1 milione e 638 mila chiavette del 2008 a 4 milioni di chiavette nel 2009. Se si analizza il trend, si può stimare che a fine 2010 le connect card/usb attive potranno raggiungere quasi 7 milioni. Senza contare gli smartphone, che sono una categoria a parte.

Facendo un rapido conto e intersecando i dati, se 1.6 milioni di utenti nel 2008 generano 37PB e 4 milioni nel 2009 generano 75PB si ottiene un fattore moltiplicativo di consumo per utente pari a 20x.

Con 7 milioni di chiavette arriveremmo a 140 PB, senza contare il boom esponenziale degli smartphone che stanno consumando quasi quanto un computer. E difficilmente tutti gli smartphone potranno generare meno di 20PB.

E se gli investimenti tardano ad arrivare, non è una novità. Per la rete wireless siamo intorno a 150Meur/Petabyte di investimento: un numero di capex-to-revenues per un operatore mobile è di circa il 10%. Ecco risultare quindi un costo di 1500 Euro/GB, ossia 1,5 euro al mega. Rimangono dubbi, ragionamenti e domande sulla vita utile e sull’overbooking ma il prezzo retail applicato alle offerte (di gran lunga sotto al costo infrastrutturale) pongono seri problemi sugli investimenti necessari e ancora non redditizi.

Come fa notare Stefano se il costo del traffico mobile si aggira all’incirca su 150MEur/Petabyte è da suicido fare una tarifa sotto i 0,02Eur/MB perchè bisognerebbe solo sperare che gli utenti addizionali consumino meno di quanto gli si dia.

Nielsen ha pubblicato un interessante report sul “mobile Tznuami” dove si vede che il 10% degli utenti dopo un anno faccia la stessa quantità di traffico che faceva il 3% degli utenti 12 mesi prima. Al momento quindi significa che si sta effettuando un overbooking medio sulle BTS di 1 a 45.

Non si ha la presunzione di affermare che la rete mobile sarà senza dubbio al collasso. Sicuramente non saranno rose e fiori come vogliono farci credere.

Alessandro Bruzzi

hiave è arrivato da Daniele Lepido nel momento in cui ha chiesto un parere a Cicchetti sulla proposta di Verizon-Google e sulla situazione della rete mobile in Italia.

Il responsabile di Telecom Italia condivide che le reti mobili siano un’industria giovane, alla quale non vanno tarpate le ali con un eccesso di regole. Normale, chi vuole ridursi una fonte di ricavi? Ma il vero punto su cui gli operatori dovrebbero fare maggiore chiarezza riguarda la situazione della rete mobile. La rete mobile al collasso? «Figuriamoci». Parole del responsabile IT di Telecom Italia.

Eppure così non sembrerebbe:

“Nel 2009 sono stati generati dai clienti Tim circa 30 petabyte di traffico, mentre quest’anno la rete è stata aggiornata per supportarne il doppio, 60 petabyte, pari a 60 milioni di gigabyte. Una capacità più che sufficiente a soddisfare l’attuale richiesta. Diciamo però che la cultura del traffico illimitato non è sostenibile a livello economico, più che tecnologico”.

Tuttavia “la rete mobile al collasso“, è un’affermazione che è stata rilasciata molto prima dell’esternazione di Calabrò. Telecom (Deutsche Telekom) per mano del proprio CEO ha affermato che il traffico dati sta aumentando di diverse centinaia di punti percentuali mentre le revenue aumentano solo del 30-40%, facendo chiaramente intuire come una situazione del genere possa essere difficilmente sostenibile.

Telecom Italia, affema quindi che sono stati circa 30 i petabyte di traffico sulla propria rete (come indicato nel proprio piano triennale di Sviluppo TI).

Supposto che le stime di mercato (indicative, ottenute da fonti vicine agli operatori) potrebbero assegnare un 35% di clienti ad H3G, un 33% di clienti a Tim, un 17% di clienti a Vodafone e un 15% a Wind si deve innanzitutto valutare il numero di PetaBytes mobili generati da Tim, pari a 30 nel corso 2009. Il valore conferma la stima complessiva del traffico di Stefano Quintarelli per tutto il mercato italiano che si attesterebbe a circa 75PB.

Si ricava che sulle reti Tim è transitato, indicativamente, il 40% del traffico, con circa il 30% di market share. Considerazioni a parte, che potrebbero essere legate a un gruppo di utenti “approfittatori di banda” , bisogna sottolineare due dati di fatto. Il primo su tutti è insito nella dichiarazione di Cicchetti:

“Nel 2009 sono stati generati dai clienti Tim circa 30 petabyte di traffico, mentre quest’anno la rete è stata aggiornata per supportarne il doppio, 60 petabyte”

Ciò vorrebbe dire palesemente che nel 2009 la rete Tim poteva supportare 30 PB, ossia il massimo che hanno fatto gli utenti. E quindi affermare ” Non c’è e non ci sarà alcun collasso” sembra quasi paradossale. Non si dovrebbero più avere dubbi sul fatto che Telecom sia arrivata con l’acqua alla gola nel 2009 (e lo stesso discorso vale per gli operatori concorrenti).

Valutando la situazione nel 2010, la rete “dovrebbe” supportare ben il doppio del traffico, pari a 60 Petabyte, ossia 60 milioni di Gigabyte. Una capacità, a detta del super esperto TI, sufficiente a soddisfare l’attuale richiesta. Dati in linea con quanto previsto nel piano industriale.

banda-pb-traffico-telecom

Ed ecco quella totale prevista da Stefano Quintarelli:

petabyte-wireless-crescita

Se nel 2008 si generavano complessivamente circa 37PB (di cui 11 di Tim ossia il 30% circa della banda totale, vedesi immagine sopra) significa che la quota di traffico sulle reti Tim nel corso di un anno è aumentato più che proporzionalmente rispetto al numero di abbonati (ossia parte degli “scaricatori” hanno scelto tim) e in prima analisi questo dovrebbe far rivedere a rialzo le stime di Telecom sul consumo della propria utenza.

In seconda battuta e ben più importante, dal trend evidenziato il calcolo potrebbe essere ben differente (come confermano i dati dati sulla crescita wireless USA). Saremmo di fronte a un quasi triplicazione del traffico e non a una duplicazione come pensa TI.

broadband-penetration-wirelinemobile

Da un complesso calcolo potrebbe essere applicata anche la serie di Fibonacci che porterebbe ad un aumento vicino a 88 Petabyte (probabilmente verrà spiegata meglio sul blog di Daniele Lepido). La valutazione è stata ottenuta utilizzando i dati di crescita dall’anno 2007 al 2009 sovrapponendoli ai numeri della successione di Fibonacci.

Calcolando la varianza del campione rispetto alla regola del matematico risulta un P-value inferiore al valore critico, per cui la crescita spiegata nella serie di Fibonacci potrebbe essere una previsione statisticamente attendibile. I numeri di Fibonacci sono infatti utilizzati anche in economia nell’Analisi tecnica per le previsioni dell’andamento dei titoli in borsa, essendo uno strumento che permettono di avvicinarsi il piu possibile al trend futuro.

valutazione-trend-internet-mobile-sostariffeAnno 1 corrisponde a fine 2006 – Anno 5 corrisponde a fine 2010

Più semplicemente, valutando una serie composta da numeri (di traffico totale nei vari anni) pari a 8, 17, 37, 75 dovrebbe condurre a una valore ipotetico del 2010 pari a 160 milioni di PB. Se la rete di Telecom mantenesse il 40% di traffic share si troverebbe nella condizione di gestire circa 64 milioni di Petabyte, contro i 60 al massimo supportabili.

E’ vero che la varianza è alta, com’è alta la probabilità che il traffico possa spostarsi ancora più sulla rete Telecom e com’è alta la probabilità che aumenti in linea generale con i nuovi dispositivi mobili (da iPhone4 ai 95 modelli di Android previsti per il 2010).

Il calcolo è semplice anche a partire dal numero di navigatori mobili, analizzando il trend dal 2009 al 2010, per avere un’ulteriore conferma.

utenti-internet-mobile

Siamo passati da 1 milione e 638 mila chiavette del 2008 a 4 milioni di chiavette nel 2009. Se si analizza il trend, si può stimare che a fine 2010 le connect card/usb attive potranno raggiungere quasi 7 milioni. Senza contare gli smartphone, che sono una categoria a parte.

Facendo un rapido conto e intersecando i dati, se 1.6 milioni di utenti nel 2008 generano 37PB e 4 milioni nel 2009 generano 75PB si ottiene un fattore moltiplicativo di consumo per utente pari a 20x.

Con 7 milioni di chiavette arriveremmo a 140 PB, senza contare il boom esponenziale degli smartphone che stanno consumando quasi quanto un computer. E difficilmente tutti gli smartphone potranno generare meno di 20PB.

E se gli investimenti tardano ad arrivare, non è una novità. Per la rete wireless siamo intorno a 150Meur/Petabyte di investimento: un numero di capex-to-revenues per un operatore mobile è di circa il 10%. Ecco risultare quindi un costo di 1500 Euro/GB, ossia 1,5 euro al mega. Rimangono dubbi, ragionamenti e domande sulla vita utile e sull’overbooking ma il prezzo retail applicato alle offerte (di gran lunga sotto al costo infrastrutturale) pongono seri problemi sugli investimenti necessari e ancora non redditizi.

Come fa notare Stefano se il costo del traffico mobile si aggira all’incirca su 150MEur/Petabyte è da suicido fare una tarifa sotto i 0,02Eur/MB perchè bisognerebbe solo sperare che gli utenti addizionali consumino meno di quanto gli si dia.

Nielsen ha pubblicato un interessante report sul “mobile Tznuami” dove si vede che il 10% degli utenti dopo un anno faccia la stessa quantità di traffico che faceva il 3% degli utenti 12 mesi prima. Al momento quindi significa che si sta effettuando un overbooking medio sulle BTS di 1 a 45.

Non si ha la presunzione di affermare che la rete mobile sarà senza dubbio al collasso. Sicuramente non saranno rose e fiori come vogliono farci credere.

Alessandro Bruzzi

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