La People’s Bank of China acquista il 2% del capitale di Enel

Si tratta di un evento, nel suo genere: per la prima volta la Cina ha investito in una controllata statale italiana. Anzi, in due, perché oltre al 2,071% di Enel la banca centrale cinese Pboc (People’s Bank of China) ha acquistato anche il 2,102% di Eni.

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La Banca nazionale cinese ha investito per 800 milioni di euro

Le modalità dell’investimento sono abbastanza peculiari: di solito, infatti, la banca centrale cinese rimane sotto la quota che le impone di comunicare alle autorità di controllo la quantità di azioni acquistate, che in Italia è proprio al 2%: probabile – come rileva anche Alberto Forchielli, amministratore delegato di Mandarin Capital Partners – che la Pboc abbia superato apposta questa soglia, anche se di poco.
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In termini assoluti, l’investimento cinese in Enel vale 800 milioni di euro, che arrivano (ma pare proprio una semplice casualità) proprio alla vigilia di decisioni importanti: il rinnovo della governance delle due aziende, che porterà all’avvicendamento di Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel.

Secondo alcuni analisti, l’investimento potrebbe essere sintomo di crescente attenzione, da parte della Cina, per le annunciate privatizzazioni italiane, come è già successo di recente con altri grandi investitori internazionali (ad esempio Blackrock, il fondo d’investimento che ha acquistato da poco il 5% di tre delle maggiori banche del nostro Paese, cioè Unicredit, Intesa e Mps). C’è anche chi si spinge a ipotizzare che questa operazione vada intesa come segnale di disponibilità da parte del gigante asiatico di acquistare i nostri titoli del debito pubblico.

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