La legge francese anti-P2P è un flop

La legge francese (HADOPI) per combattere la pirateria online, che permette di sospendere la connessione ADSL a chi commette reati di download illegali, si sta rivelando un flop.

Nonostante il P2P sia leggermente diminuito questo non è il sintomo di una maggiore onestà: semplicemente i canali stanno cambiando e le persone cercano canali alternativi come i servizi di Streaming (Megavideo) e hosting (Rapidshare e Megaupload).

grafico-hadopi

In Inghilterra invece il traffico di file illegali sarebbe cresciuto complessivamente di circa il 3%. L’utilizzo delle piattaforme P2P (solo il 14% del campione) è in diminuzione a causa delle nuove modalità di fruizione dei contenuti.

grafico-hadopi-2

E’ da sottolinare che il 27% degli utenti condivide musica illegalmente che ha acquistato regolarmente musica online o nei negozi. Perseguire anche questi utenti potrebbe causare un crollo delle vendite delle major.

La FIMI, la Federazione che rappresenta le principali aziende discografiche italiane, ha tuttavia segnalato che la legge francese non è ancora operativa e non sono ancora iniziate le disconnessioni. E’ quindi presto per effettuare le giuste conclusioni.

Tuttavia si può già valutare la persuasione morale, che non ha diminuito minimamente l’utilizzo di questi canali.

Ringraziamo Tom’s Hardware

ancese (HADOPI) per combattere la pirateria online, che permette di sospendere la connessione ADSL a chi commette reati di download illegali, si sta rivelando un flop.

Nonostante il P2P sia leggermente diminuito questo non è il sintomo di una maggiore onestà: semplicemente i canali stanno cambiando e le persone cercano canali alternativi come i servizi di Streaming (Megavideo) e hosting (Rapidshare e Megaupload).

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In Inghilterra invece il traffico di file illegali sarebbe cresciuto complessivamente di circa il 3%. L’utilizzo delle piattaforme P2P (solo il 14% del campione) è in diminuzione a causa delle nuove modalità di fruizione dei contenuti.

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E’ da sottolinare che il 27% degli utenti condivide musica illegalmente che ha acquistato regolarmente musica online o nei negozi. Perseguire anche questi utenti potrebbe causare un crollo delle vendite delle major.

La FIMI, la Federazione che rappresenta le principali aziende discografiche italiane, ha tuttavia segnalato che la legge francese non è ancora operativa e non sono ancora iniziate le disconnessioni. E’ quindi presto per effettuare le giuste conclusioni.

Tuttavia si può già valutare la persuasione morale, che non ha diminuito minimamente l’utilizzo di questi canali.

Ringraziamo Tom’s Hardware

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