La Findim di Marco Fossati scende sotto il 2% in Telecom Italia

Cambiamento non da poco nell’azionariato di Telecom Italia. Marco Fossati, numero uno della Findim, ha limato la sua quota con vendite frazionate sul mercato di borsa dal 4,98% all’1,99%, facendo sapere tramite il suo portavoce che la partecipazione di Findim nella tlc non è più ritenuta strategica, ma finanziaria.

Telecom-Italia
La Findim ha limato la propria quota dal 4,98% all'1,99%

Il portavoce ha inoltre dichiarato che la Findim «rimarrà attenta alla valorizzazione della società, guardando ai possibili catalizzatori di crescita come il consolidamento del mercato brasiliano, del mercato europeo, del mobile in Italia e gli investimenti in banda ultralarga».

Si tratta comunque di una scelta significativa da parte di Fossati, che solo pochi mesi fa aveva tenuto contatti con il presidente di Vivendi, Vincent Bollorè, per tentare la formazione di un nucleo stabile nell’azionariato di Telecom; prima della vendita di gran parte del pacchetto, la Findim era infatti il secondo azionista del gruppo, dietro a Telco (Telefonica, Generali, Mediobanca e Intesa), la “scatola” che detiene ancora il 22,4% del capitale ma ha già deciso di sciogliersi.
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Giorni comunque importanti per Telecom, visto che nel cda di oggi si discuterà il futuro della fibra ottica e degli investimenti nelle infrastrutture di rete relativamente al casto Metroweb e ci sarà il resoconto degli incontri istituzionali avuti in Brasile dall’ad Marco Patuano e dal presidente Giuseppe Recchi.

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