La Cina fa piazza pulita di 60 mila account Internet

Stando a quanto afferma la Cyberspace Administration of China, l’istituto di “gestione” del cyberspazio del Paese asiatico, nel corso dell’ultimo anno sarebbero stati cancellati oltre 60 mila account Internet, poiché non in linea con la nuova normativa sulle registrazioni online, in vigore da qualche giorno.

Ondata di cancellazioni in vista delle nuove regole
Ondata di cancellazioni in vista delle nuove regole

Secondo quanto riportano le agenzie di stampa cinesi, in particolare, gli account erano attivi in tutti i tipi di servizi: microblog, blog, forum, applicazioni di messaggistica istantanea. Le motivazioni sarebbero invece ascrivibili a una ricca serie di determinanti come la diffusione di notizie non verificate (che dal mese di settembre 2013 costituisce reato, in Cina), la pornografia, i contenuti violenti, l’incitamento al terrorismo, e così via.

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Per quanto concerne le nuove regole ora in vigore, le principali innovazioni riguardano l’ampliamento dell’utilizzo del proprio nome anagrafico a un numero più elevato di siti Internet e di piattaforme online da fruire con l’ADSL casa o con mobile.

Tra i gruppi che hanno risposto in maniera più tempestiva alle innovazioni legislative previste ci sono quasi tutti i principali operatori nazionali, come Weibo (una sorta di Twitter cinese), che ha già realizzato un team impegnato nella verifica delle informazioni che circolano sulla propria piattaforma.

La Cyberspace Administration of China è quotata dallo scorso anno a Wall Street, arrivando a valere circa 230 miliardi di dollari.

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