La banca “mobile” è in arrivo, tenetevi pronti

In Germania i conti hanno dimostrato di saperli fare bene. E quanto sta accadendo a Colonia e dintorni è un primo segno di cambiamento, per le banche questa volta; una misura di spending review tecnologica che si chiama “banca mobile” è in atto e non pare potersi arrestare di qui a poco. Tanti ormai gli istituti di credito tedeschi che guardano al futuro tramite questo nuovo metodo di concepire il rapporto col cliente, anche Intesa San Paolo sta ripensando le proprie strategie commerciali, andiamo a scoprire come.

D'ora in poi lavorare in banca non sarà più come una volta, parola di "banca mobile"...

Quando arrivi nel centro storico di Colonia è facile incappare nel “bancario mobile”; scende da una scaletta di un’autovettura e fa tutte le operazioni che vi potevate aspettare pochi mesi fa allo sportello di una delle tante filiali della Kolner Sparkasse. In realtà si tratta proprio di una flotta di bancari mobili, che accolgono il cliente e cercano di soddisfarlo in tutte le sue esigenze.

Il pubblico adesso sembra in prevalenza quello degli anziani, ancora poco inclini all’utilizzo di internet dentro le agenzie e pertanto sono quelli che si fanno assistere con più scrupolo. Un primo fattore da considerare è infatti il primo margine di crisi (da non sottovalutare) che stanno subendo le banche proprio nell’organizzazione del lavoro. Tutti i piani vanno ripensati. Un calo del 50% delle operazioni allo sportello ha infatti colpito praticamente tutta Europa, inoltre stanno aumentando le operazioni di home banking, pertanto la riconversione professionale dei lavoratori in banca non è necessaria, è decisamente obbligatoria.

4.500 sono le riconversioni professionali in ruoli commerciali e creditizi che Intesa San Paolo ha pianificato entro il 2015, e la macchina questa volta deve funzionare a pennello, altrimenti le riconversioni si trasformeranno in esuberi. Se 5 miliardi sono il piano di investimenti che una delle più importanti banche a livello nazionale intende effettuare, sono 2 i miliardi investiti per poter “conciare” Intesa di tutti i nuovi strumenti possibili per l’agevolazione delle operazioni bancarie. Tablet, computer, bancomat e tanto altro ancora sono in dirittura d’arrivo. Saluteranno il territorio invece circa 400 filiali, definite dalla proprietà: obsolete.

Unicredit. Anche a “casa Unicredit” la riforma degli sportelli è stata concepita in grande, obiettivo raggiungere nel 2018, 6,6 miliardi di utile. Questa volta purtroppo dando subito libero spazio agli esuberi, 5700 in tutta Italia, una cifra imponente che andrà a colpire gli orari di lavoro delle agenzie che si salveranno. Nelle piccole città infatti saranno previste le riforme più stringenti: solo due o tre giorni la settimana l’apertura delle filiali e soltanto la mattina alcuni impiegati dovranno necessariamente svolgere la loro mansione.

Flessibilità come parola d’ordine. Dopo la follia tutta italiana di aumentare del 33% gli sportelli a fine anni’90, suona davvero come un paradosso una media anti-europea di 54 sportelli per 100.000 abitanti e soprattutto adesso che tutto ciò che è banca pare essere online. Le piattaforme di tutti gli istituti di credito almeno in quello stanno sensibilmente migliorando per offrire al cliente, proprio come servizio di punta, l’home banking. Dal divano di casa adesso fare un bonifico è semplice ed immediato tanto che sempre Unicredit segnala che se nel 2011 le operazioni effettuate offline sono state 81 milioni, adesso grazie ad internet si è scesi a 71 milioni.

Un fardello che si abbatte sugli impiegati di banca. Non è infatti solo la modernizzazione indice di riforme, esuberi e riconversioni, queste rivalutazioni del personale sono anche più semplicemente frutto della crisi che ha graffiato anche il dorato mondo del posto fisso in banca. Il 2013 non è stato un anno positivo per gli impiegati di banca, i sindacati hanno fatto i conti, e allo sportello, fra tutte le banche presenti sul territorio nazionale, hanno contato 32.818 impiegati, mentre ora se ne contano 31.942. In pratica negli ultimi anni a perdere il posto di lavoro, nuove tecnologie a parte, sono state circa 48 mila impiegati, in un arco di tempo pari a 14 anni, non poco.

Nuove funzioni dell’ìmpiegato. Già, ed è su questo che i sindacati premono. Stop alle consulenze strapagate per tutto ciò che riguarda i compiti non strettamente legate al credito. Nell’ottica sindacale vi è la volontà di un ritorno all’origine, dunque recare ai bancari tutte quelle mansioni che in questi anni sono state incautamente esternalizzate, specie per quanto riguarda compiti di natura fiscale o previdenziale. Tante peraltro sono le attività di credito specialistico che i sindacati vogliono rimettere in banca; crediti legati ad attività marittime, agrarie e turistiche.

I consulenti sono un’altra questione tutta da risolvere. Unicredit ha pensato alla “consulenza a domicilio”, un po’ come a voler sottolineare la questione di banca mobile come poc’anzi espressa. Saranno per l’appunto circa 500 i consulenti “multimediali” che saranno comunque inquadrati come dipendenti della banca. Muniti di tablet, saranno in grado di operare anche fuori sede, a patto che superino l’esame di promotore finanziario. Unicredit pensa di “crearne” addirittura 2000 entro il 2015.

Monte dei Paschi. A Siena hanno affrontato la questione modernità/esuberi in un mondo ancora più “semplice” e drastico purtroppo. Tutto il ramo back-office che non serviva, è passato sotto controllo di un’altra azienda, la Bassilischi e Accenture.

Una riforma radicale, tutta molto orientata al web. Il bancario 2.0 deve dunque saper essere flessibile, deve essere capace di adattarsi a diverse situazioni e procacciare clienti quando è possibile. Un tempo era il cliente che veniva sempre al primo posto, anche in banca però le cose sono cambiate, il cliente ha sempre ragione ma nel magico mondo delle banche odierne è il budget a farla da padrone.

Ci sono dunque le premesse per una svolta nella riorganizzazione del lavoro in banca di livello epocale, anche se la minaccia della perdita del posto di lavoro è dietro l’angolo. Giungono però buone notizie dal Fondo nazionale per l’occupazione del credito che a discapito di quanto detto ha riscaldato il cuore degli aspiranti lavoratori in banca. Previste infatti circa 11 mila assunzioni “sostenute”. L’aiuto è stato proprio dato dal Fondo che ha previsto un piano assunzioni importante, ma da effettuare con cautela, un piano che sapesse tenere conto di un equilibrio “giusto” fra uomini e donne.

Sono 33 gli istituti di credito che nei prossimi mesi avranno la possibilità di assumere i primi 900 nuovi addetti, a seguire si prevede un’entrata di altre 3000 persone addirittura entro maggio.

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