Jobs, su iPad libertà dal porno

“Se Bob Dylan fosse giovane oggi, cosa penserebbe della sua azienda?” queste le parole di Ryan Tate, editorialista e blogger di Vallleywag, inviate in una mail a Steve Jobs dopo aver visto lo spot del nuovo iPad che recita “per una rivoluzione già iniziata”. A dire del blogger Bob Dylan non avrebbe mai associato l’iPad alla rivoluzione, perchè “le rivoluzioni sono legate al concetto di libertà”.

In risposta, Steve Jobs ha scritto “Si la libertà da programmi che rubano i dati personali della gente. Dai programmi che uccidono la durata delle batterie. Libertà dalla pornografia. Sì, libertà”

porno-ipad

Tate dopo la risposta del CEO di Apple, ha accusato l’azienda di agire come un regime decidendo cosa includere o meno nei dispositivi e che “per quanto riguarda il porno io non voglio la libertà dalla pornografia. La pornografia va benissimo. E credo che mia moglie approverebbe”. Subito la disapprovazione da parte di Jobs che ha commentato “Dovrebbe stare attento alla pornografia, specialmente se lei ha bambini” cui ha seguitato Tate “PS: non sono un maniaco sessuale, ma andiamo. Non credo che i miei figli saranno in pericolo se qualcuno in casa guarda una clip pornografica. Quello che so è che se qualcuno di loro avrà un iPad non potrà mai trovarci un solo contenuto pornografico”

Secondo Steve Jobs Apple sta agendo nell’interesse degli utenti, e ciò non ha nulla a che vedere con il concetto di libertà, inoltre ha evidenziato come chiunque possa creare quello che vuole, ma “Non devono per forza sviluppare e pubblicare su iPad”

Il blogger ha anche paragonato Apple a Microsoft che obbligava a scrivere per le API Win32. Secondo Tate Apple si starebbe vendicando di Adobe oltre a obbligare l’utente a “una moralità sul porno, sui segreti industriali, sull’integrità tecnologica nel senso più deviato del termine” e continua “non mi piace che gli accalappiacani di Apple sfondino le porte dei miei colleghi di lavoro”, nota quest’ultima influenzata dal fatto che Valleywag è un’azienda del gruppo Gawker, proprietaria tra gli altri di Gizmodo.

Il CEO di Apple ha risposto a Tate scrivendogli “Ti sbagli, nessuno ha sfondato alcuna porta. Ti fidi di blog malinformati” e termina Steve Jobs “per quanto riguarda Microsoft credo che abbiano tutto il diritto di imporre le regole che vogliono. Se alla gente non piace, possono scrivere per una diversa piattaforma o comprarne una diversa. Cosa che per altro sta succedendo. Per quello che ci riguarda, quel che stiamo cercando di fare è di creare e preservare l’esperienza utente che abbiamo immaginato”

an fosse giovane oggi, cosa penserebbe della sua azienda?” queste le parole di Ryan Tate, editorialista e blogger di Vallleywag, inviate in una mail a Steve Jobs dopo aver visto lo spot del nuovo iPad che recita “per una rivoluzione già iniziata”. A dire del blogger Bob Dylan non avrebbe mai associato l’iPad alla rivoluzione, perchè “le rivoluzioni sono legate al concetto di libertà”.

In risposta, Steve Jobs ha scritto “Si la libertà da programmi che rubano i dati personali della gente. Dai programmi che uccidono la durata delle batterie. Libertà dalla pornografia. Sì, libertà”

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Tate dopo la risposta del CEO di Apple, ha accusato l’azienda di agire come un regime decidendo cosa includere o meno nei dispositivi e che “per quanto riguarda il porno io non voglio la libertà dalla pornografia. La pornografia va benissimo. E credo che mia moglie approverebbe”. Subito la disapprovazione da parte di Jobs che ha commentato “Dovrebbe stare attento alla pornografia, specialmente se lei ha bambini” cui ha seguitato Tate “PS: non sono un maniaco sessuale, ma andiamo. Non credo che i miei figli saranno in pericolo se qualcuno in casa guarda una clip pornografica. Quello che so è che se qualcuno di loro avrà un iPad non potrà mai trovarci un solo contenuto pornografico”

Secondo Steve Jobs Apple sta agendo nell’interesse degli utenti, e ciò non ha nulla a che vedere con il concetto di libertà, inoltre ha evidenziato come chiunque possa creare quello che vuole, ma “Non devono per forza sviluppare e pubblicare su iPad”

Il blogger ha anche paragonato Apple a Microsoft che obbligava a scrivere per le API Win32. Secondo Tate Apple si starebbe vendicando di Adobe oltre a obbligare l’utente a “una moralità sul porno, sui segreti industriali, sull’integrità tecnologica nel senso più deviato del termine” e continua “non mi piace che gli accalappiacani di Apple sfondino le porte dei miei colleghi di lavoro”, nota quest’ultima influenzata dal fatto che Valleywag è un’azienda del gruppo Gawker, proprietaria tra gli altri di Gizmodo.

Il CEO di Apple ha risposto a Tate scrivendogli “Ti sbagli, nessuno ha sfondato alcuna porta. Ti fidi di blog malinformati” e termina Steve Jobs “per quanto riguarda Microsoft credo che abbiano tutto il diritto di imporre le regole che vogliono. Se alla gente non piace, possono scrivere per una diversa piattaforma o comprarne una diversa. Cosa che per altro sta succedendo. Per quello che ci riguarda, quel che stiamo cercando di fare è di creare e preservare l’esperienza utente che abbiamo immaginato”

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