Jobs Act, le misure di Renzi

Nella conferenza stampa del 12 marzo il premier Matteo Renzi ha illustrato le linee guida della prossime riforme del Governo, fra cui quel Jobs Act che dovrebbe, nelle intenzioni, rivoluzionare il mondo del lavoro. L’azione dovrebbe avvenire in due «tranche», tramite un decreto legge e poi un ddl delega; una prima parte delle misure sarà perciò operativa a partire dal primo maggio, mentre per le altre bisognerà attendere almeno sei mesi.

Renzi
Cambiano contratti a termine, apprendistato, disoccupazione

I contenuti del Jobs Act

La prima misura riguarda la semplificazione dei contratti di lavoro: ad oggi sono circa quaranta, per una vera giungla normativa che frena l’azione delle imprese per la troppa burocrazia e non garantisce la giusta tutela ai lavoratori. Per i contratti a termine, ci sarà un decreto legge che darà il via libera all’estensione dell’acausalità: in sostanza il datore di lavoro, per i primi 36 mesi di contrattazione, potrà non specificare i motivi per cui è posto un termine al contratto di lavoro. Il contratto a termine non potrà però essere utilizzato per più del 20% dell’organico complessivo dell’azienda, anche se cadono i dieci giorni necessari per la proroga. Possibili inoltre l’introduzione, in via sperimentale, di ulteriori tipologie contrattuali espressamente volte a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro, con tutele crescenti ed eventualmente del compenso orario minimo, applicabile a tutti i rapporti di lavoro subordinato, previa consultazione delle parti sociali.

Novità in arrivo per i giovani

Novità anche per l’apprendistato, per il quale si è effettuata una retromarcia rispetto alle rigidità della passata riforma Fornero: è stato eliminato il vincolo per cui l’assunzione di nuovi apprendisti è per forza legata alla conferma in servizio di almeno il 30% degli apprendisti. Le retribuzioni saranno più leggere, con un salario fissato al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento per il solo apprendistato di primo livello. Non sarà più obbligatorio integrare la formazione professionale con l’offerta formativa pubblica.

I giovani potranno beneficiare anche della Garanzia Giovani Europea, approvata da mesi su impulso dell’Europa ma mai partita davvero: è in arrivo uno stanziamento di 1,7 miliardi per offrire a tutti i giovani tra i 18 e i 29 anni un’occasione di lavoro oppure la possibilità di continuare gli studi. Nella parole del ministro Poletti, «nessun italiano deve restare a casa ad aspettare, tutti devono avere un’occasione o un’occupazione. Essere inutili è una condanna ingiusta».

Cambia la disoccupazione

Infine, cambia il sussidio di disoccupazione. La disoccupazione Aspi e la mini Aspi confluiranno in un unico trattamento universale, con un assegno che sarà proporzionale alla durata dell’impiego precedente. Nel ddl delega si manterranno poi la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, abbassando però il contributo di tutti e aumentandolo per chi usa di più la cassa.

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