Jobs Act in vigore: le principali novità su lavoro e disoccupazione

Venerdì scorso sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti legislativi del Jobs Act, che garantirà la creazione di 150mila posti di lavoro nel 2015 secondo Poletti. Parte il nuovo assegno di disoccupazione e il riordino degli ammortizzatori sociali, così come il contratto a tutele crescenti. Ecco le principali novità su lavoro e disoccupazione prevista dal Jobs Act.

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Al via l'assegno di disoccupazione e il contratto a tutele crescenti

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti legislativi entra in vigore da venerdì 7 marzo il Jobs Act. Sono due i decreti pubblicati:

  • disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti;
  • disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria.

Nuovo contratto a tutele crescenti

Il Contratto a tutele crescenti è il nuovo contratto previsto per le assunzioni a tempo indeterminato, che introduce per i nuovi contratti una nuova disciplina dell’articolo 18 per i licenziamenti senza giusta causa, individuali e collettivi.

Secondo il nuovo contratto, il diritto al reintegro sul posto del lavoro rimane solo nel caso di licenziamento discriminatorio e nullo, intimati in forma orale. In situazioni di licenziamenti disciplinari la reintegrazione rimane soltanto per quella in cui sia accertata “l’insussistenza del fatto materiale contestato“.

Per quanto riguarda gli altri casi di licenziamenti ingiustificati, il decreto introduce un risarcimento sulla base dell’anzianità di servizio, pari a 2 mensilità per ogni anno di anzianità di servizio, con un minimo di 4 ed un massimo di 24 mesi (da 2 a 6 mensilità per le piccole aziende).

La nuova norma prevede anche una conciliazione facoltativa incentivata con cui l’azienda offre una somma esente da imposizione fiscale e contributiva pari ad 1 mese per ogni anno di servizio, non inferiore a 2 e fino ad un massimo di 18 mensilità, accogliendo la quale il lavoratore rinuncia alla causa. Il risarcimento economico è esteso anche ai licenziamenti collettivi nel caso sia violata la legge che li prevede da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mensilità.

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Nuovo assegno di disoccupazione

E’ entrato in vigore venerdì scorso il Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione per tutti i lavoratori dipendenti che abbiano perso l’impiego e che hanno maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 30 giornate di lavoro effettive negli ultimi 12 mesi.

L’indennità sarà pari al 75% dello stipendio fino a 1.300 euro/mese, e verrà riconosciuta per un massimo di 24 mesi. L’importo cala del 3% al mese dal 4° mese.

A partire dal 1° maggio entra in vigore l’assegno di disoccupazione – Asdi – che spetta ai lavoratori che, dopo aver percepito la Naspi, non avranno ancora trovato lavoro e si trovano in situazioni di disagio economico.

Avranno priorità i lavoratori appartenenti a nuclei disagiati con componenti minorenni e, poi spetterà ai lavoratori vicini al pensionamento.

L’importo sarà pari al 75% dell’ultimo assegno Naspi e la durata massima è di 6 mesi. L’Asdi verrà introdotto in via sperimentale solo per quest’anno, per un budget totale di 300 milioni di euro. E’ previsto l’obbligo di adesione  a un programma personalizzato di reinserimento lavorativo.

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