Italiani sempre più connessi: più smartphone e meno libri e TV

Il 15esimo rapporto del Censis sulla comunicazione parla chiaro: Internet in Italia è ormai un qualcosa di irrinunciabile, soprattutto sui giovani, e la nostra quotidianità è soprattutto mobile. Le vecchie modalità di fruizione dei contenuti, dai libri ai giornali, sono in crisi, mentre la televisione e la radio possono rilanciare adattandosi alle nuove tecnologie.

TV e radio soprattutto in mobilità, tra i social trionfa Facebook

La crisi di libri e giornali

Sempre più Facebook e WhatsApp, sempre meno libri. È questo il ritratto degli italiani che emerge dal Rapporto Censis 2018 sulla comunicazione, che dimostra come il nostro Paese sia sempre più orientato verso la tecnologia digitale abbandonando tutto ciò che è analogico, dalla carta stampata a (seppure in minor misura) la televisione, in favore di smartphone e tablet.

Secondo il 15esimo rapporto Censis, il 56% degli italiani nella sua “dieta mediatica” non vuole né libri, né giornali, né riviste, e solo il 42% della popolazione ha almeno un libro nel corso dell’anno. Ci sono sempre le app per la lettura di libri digitali, si penserà; ma anche in questo caso, Kindle e simili sono stati utilizzati solo dall’8,5%. Attenzione perché questi dati non significano automaticamente minor cultura, come dimostra l’incidenza superiore di laureati; sembrerebbe invece in atto uno spostamento dei contenuti dal libro e dal giornale ad altri strumenti.
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Internet sempre più indispensabile, cambiano tv e radio

Dati da record, invece, a proposito dell’uso di Internet, con la fibra ottica sempre più diffusa. Il 78,4% degli italiani si collega abitualmente alla rete e il 73,2% non si separa dal suo smartphone, mentre a frequentare i social network è il 72,5%. I preferiti? Facebook è sempre saldamente al comando con il 56%, seguito dal “non social” YouTube (51,8%), prediletto con Instagram dalle nuove celebrità e influencer. Non a caso è proprio Instagram ad aver fatto segnare un balzo notevole, arrivando al 26,7% di utenti di cui ben il 55,2% giovani. Twitter conferma invece il suo declino e scende al 12,3%.

La televisione tradizionale, regina del salotto da più di mezzo secolo, accusa il colpo della tv via Internet e della mobile tv ma di fatto resiste: rimane infatti il media più amato, mentre scendono sia il digitale terrestre che la televisione satellitare, in favore proprio di web tv e smart tv (il 30% dell’utenza), nonché mobile tv (25,9%). Molto bene anche le piattaforme on demand di video streaming, come Netflix, Infinity o TIMVision, passati in un anno dall’11% al 18% (fino al 29% per gli under 30). Anche la radio via PC o mobile cresce in maniera significativa, a dimostrazione che anche i media più tradizionali possono trovare una nuova identità: basta saper cambiare.

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