Italiani ancora più poveri: ecco come fare per risparmiare

A questo punto della crisi non è una gran sorpresa per nessuno, ma gli italiani sono sempre più poveri: se ci fosse ancora bisogno di una conferma, questa è arrivata dall’indagine biennale di Bankitalia sui bilanci delle famiglie italiane relative al periodo tra il 2010 e il 2012.

Portafoglio
La povertà aumenta dal 14% al 16%, ma cambiando operatori il portafoglio torna a sorridere

In quest’arco di tempo il reddito familiare medio, calcolato in termini nominali, è sceso del 7,3% e la ricchezza media del 6,9%; il dato più allarmante è forse quello della povertà (con una soglia stabilita da Banca d’Italia di 7.678 euro netti l’anno, 15.300 per una famiglia di tre persone), salita dal 14% al 16%.

In altre parole, un italiano su sei vive con meno di 640 euro al mese. Metà delle famiglie italiane, emerge dallo studio, vive con meno di duemila euro al mese, e solo una famiglia su due ha un reddito superiore ai 24.590 euro all’anno.

Ben diversa la situazione dei più benestanti, che se possibile consolidano ancora di più la loro posizione: il 10% delle famiglie a più alto reddito (superiore cioè ai 55.211 euro annui) possiede oggi il 46,6% della ricchezza netta totale, facendo segnare un +0,9% rispetto alla rilevazione del 2012 (45,7%).

La ricchezza negativa (data cioè dai debiti) è invece aumentata dal 2,8% al 4,1%; la concentrazione della ricchezza è del 64%. Sempre secondo i dati di Bankitalia una famiglia italiana su quattro (per l’esattezza il 26,1%) possiede almeno un debito, con un ammontare medio di 51.175 euro: nel 2010 le famiglie indebitate erano di più, il 27,7%, ma con un ammontare medio molto più basso, pari cioè al 43.792. L’identikit dell’indebitato-tipo è quello di un titolare di mutuo per acquisto o ristrutturazione di immobili, con età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio e a capo di una famiglia con reddito medio-alto.
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Come fare quindi per fronteggiare una situazione tanto difficile, con una ripresa che stenta a farsi davvero sentire? I modi per risparmiare ci sono. Uno di questi, secondo un nostro studio del 2013, è cambiare gestore per le proprie utenze.

I risparmi per chi cambia operatore, infatti, possono arrivare addirittura al 78% per determinati settori. Un’ipotetica coppia giovane nel 2013 ha potuto risparmiare complessivamente il 32,7% scegliendo nuove tariffe rispetto al 2012, mentre una famiglia-tipo di quattro persone ha sfiorato il 45,5%.
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Spesso sono le mutate condizioni contrattuali a dare ghiotte opportunità di risparmio. Ad esempio, la vecchia prassi tra gli operatori ADSL e telefonici offrire sconti sul canone durante il primo anno oggi riguarda periodi che arrivano anche ai sessanta mesi, generando così grandi risparmi nel lungo periodo. E vale la pena di dare un’occhiata alle altre tariffe anche per quanto riguarda l’energia elettrica, con risparmi medi che per la coppia giovane di cui sopra possono arrivare al 13%.

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