Italia, il Paese degli Smartphone

La vendita degli smartphone ha trainato in generale l’intero settore della telefonia cellulare che ha visto  in testa l’imbattibile gruppo Nokia (che nonostante la crisi innovativa ha ottenuto il 18% dell’intero settore), seguito da  BlackBerry e Apple (con 10,6milioni di iPhone venduti e con un market share salito dal 10,6% dell’anno precedente al 16,4%).

Sui modelli entry-level Nokia continua a farla da padrona, accaparrandosi quasi il 38% del mercato mondiale, seguita a ruota da Samsung Electronics con il 20,6%.

A fine 2009 sono stati venduti oltre 1,15 miliardi di cellulariil 2010 si preannuncia florido grazie al traino degli smartphone sull’intero comparto.

Proprio Vodafone monopolizza il settore con i nuovi spot televisivi dedicati agli smartphone, dimostrazione che il settore sembra essere in pieno sviluppo determinando fatturati da capogiro.

Proprio l’interesse verso il settore dei telefoni intelligenti in Italia è determinato dal fatto che gli italiani sono attratti, come in nessun altro Paese Europeo, dai cellulari.

La motivazione è sociale e culturale e testimoniata dall’altissimo numero di contratti in ricaricabile in Italia (oltre ancora il 75%) rispetto agli altri paesi che arriva a toccare il 40% contro un 60% di abbonamenti con cellulare in comodato.

Gli Italiani sono spendaccioni sui cellulari, per mettere in mostra il proprio denaro riducendosi ad usare un iPhone come soprammobile per non sottoscrivere un abbonamento dati mensile.

La spesa media infatti è inferiore al resto d’Europa, nonostante le tariffe siano più care e i pacchetti (con chiamate, sms e internet) più “ridotti”.

C’è quindi il cellulare di ultima generazione ma con una tariffa cara e inadatta poi a sfruttarne le piene potenzialità. Tuttavia parte della colpa è dovuta anche agli operatori che non hanno mai favorito un mercato chiaro e trasparente tra mille clausule e condizioni contrattuali studiate per “fregare” i consumatori con spese aggiuntive. (ad esempio si possono vedere i famosi casi delle limitazioni dei minuti ricevuti o chiamati)

L’attitudine non è cambiata, nonostante sia avvenuta un’importante riduzione del costo medio degli abbonamenti, confermando l’Italia come il primo Paese in Europa per l’adozione degli smartphone. Speriamo anche che la mentalità cambi, per essere un paese davvero all’avanguardia nella sostanza di utilizzo dei cellulari intelligenti e non solo nella forma.

degli smartphone ha trainato in generale l’intero settore della telefonia cellulare che ha visto  in testa l’imbattibile gruppo Nokia (che nonostante la crisi innovativa ha ottenuto il 18% dell’intero settore), seguito da  BlackBerry e Apple (con 10,6milioni di iPhone venduti e con un market share salito dal 10,6% dell’anno precedente al 16,4%).

Sui modelli entry-level Nokia continua a farla da padrona, accaparrandosi quasi il 38% del mercato mondiale, seguita a ruota da Samsung Electronics con il 20,6%.

A fine 2009 sono stati venduti oltre 1,15 miliardi di cellulariil 2010 si preannuncia florido grazie al traino degli smartphone sull’intero comparto.

Proprio Vodafone monopolizza il settore con i nuovi spot televisivi dedicati agli smartphone, dimostrazione che il settore sembra essere in pieno sviluppo determinando fatturati da capogiro.

Proprio l’interesse verso il settore dei telefoni intelligenti in Italia è determinato dal fatto che gli italiani sono attratti, come in nessun altro Paese Europeo, dai cellulari.

La motivazione è sociale e culturale e testimoniata dall’altissimo numero di contratti in ricaricabile in Italia (oltre ancora il 75%) rispetto agli altri paesi che arriva a toccare il 40% contro un 60% di abbonamenti con cellulare in comodato.

Gli Italiani sono spendaccioni sui cellulari, per mettere in mostra il proprio denaro riducendosi ad usare un iPhone come soprammobile per non sottoscrivere un abbonamento dati mensile.

La spesa media infatti è inferiore al resto d’Europa, nonostante le tariffe siano più care e i pacchetti (con chiamate, sms e internet) più “ridotti”.

C’è quindi il cellulare di ultima generazione ma con una tariffa cara e inadatta poi a sfruttarne le piene potenzialità. Tuttavia parte della colpa è dovuta anche agli operatori che non hanno mai favorito un mercato chiaro e trasparente tra mille clausule e condizioni contrattuali studiate per “fregare” i consumatori con spese aggiuntive. (ad esempio si possono vedere i famosi casi delle limitazioni dei minuti ricevuti o chiamati)

L’attitudine non è cambiata, nonostante sia avvenuta un’importante riduzione del costo medio degli abbonamenti, confermando l’Italia come il primo Paese in Europa per l’adozione degli smartphone. Speriamo anche che la mentalità cambi, per essere un paese davvero all’avanguardia nella sostanza di utilizzo dei cellulari intelligenti e non solo nella forma.

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