Italia e Liechtenstein firmano l’accordo per la fine del segreto bancario

E’ ora ufficiale, il Principato del Liechtenstein non sarà più considerato un paradiso fiscale ed esce dalla “black list”. L’accordo è stato firmato ieri a Berna tra il Ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ed il premier e Ministro delle Finanze del Liechtenstein, Adrian Hasler.

Al via la cooperazione amministrativa tra le autorità fiscali dei due Stati

L’atto, che riguarda in particolar modo lo scambio di informazioni fiscali, è stato accompagnato anche dalla firma di un protocollo aggiuntivo in materia di richieste di gruppo, come già anticipato circa due settimane fa.

L’accordo è basato sul modello Tax Information Exchange Agreement (TIEA) dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), finalizzato a stabilire regole sulla cooperazione amministrativa tra le autorità fiscali dei due Stati che permettano lo scambio reciproco di informazioni fiscali circa conti correnti, attività finanziarie, depositi e titoli detenuti dai contribuenti dei rispettivi Paesi.
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Il protocollo aggiuntivo, in materia di richieste di gruppo (group requests) permetterà l’identificazione dei gruppi di contribuenti che intendono dissimulare cespiti patrimoniali non dichiarati.

I due atti sono stati voluti per aumentare l’efficacia della lotta all’evasione e all’elusione fiscale e a favorire una più proficua cooperazione amministrativa tra i due Paesi.

Come annunciato in occasione dell’intesa raggiunta nelle scorse settimane, i due atti sarebbero entrati in vigore subito dopo la firma, che sarebbe dovuta avvenire entro il 2 marzo, data corrispondente al termine per la regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero (“voluntary disclosure”). Il piccolo Paese situato tra Svizzera ed Austria, considerato da sempre un paradiso fiscale, ora si accinge ad entrare nella “white list”.
A partire dal 2017 dovrebbe entrare a regime lo scambio automatico delle informazioni finanziarie tra Italia e Liechtenstein.

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