Iptv Italia Sky, Premium, Netflix: come funziona e rischi legali

Si parla spesso di IPTV, la televisione via Internet che con un abbonamento di pochi euro mensili permette di vedere tutti i contenuti di Sky e Mediaset Premium: si tratta però di una pratica illegale, con rischio di multe superiori ai 25.000 euro e fino a 3 anni di reclusione, oltre a varie difficoltà legate alla stessa tecnologia.

La televisione illegale? Poco costosa, ma si rischia grosso e i limiti sono tanti

Le frontiere dell’IPTV

Si chiama IPTV – acronimo che sta per Internet Protocol Television – ed è un sistema di trasmissione di segnali televisivi che si basa appunto su Internet, e non sulla classica antenna (satellitare o meno) o sul digitale terrestre, come avviene oggi in qualsiasi casa italiana.

Con l’avvento delle connessioni a banda larga, che ormai rendono possibili le trasmissioni anche ad altissima definizione senza quegli insopportabili rallentamenti comuni fino a qualche anno fa, guardare contenuti audiovisivi di notevole qualità attraverso Internet (o meglio, tramite il protocollo TCP/IP) non è più un problema. Proprio grazie al suo approccio “smart”, IPTV non privilegia tanto la rapidità quanto la qualità del servizio, con meccanismi di priorità e interfacce molto curate, a differenza dai primi esperimenti di web tv che poca fortuna hanno avuto in Italia.

Secondo alcuni l’IPTV nei prossimi anni andrà incontro a un probabile sviluppo, visto che i vantaggi di questa tecnologia sono indubbi; dall’altro lato, le evoluzioni delle web tv multipiattaforma come ad esempio TIMvision potrebbero renderle l’IPTV obsoleta. C’è però un altro aspetto da tenere presente, ovvero quello legale, oltre ad alcuni limiti intrinseci del sistema.

La televisione via Internet

Come funziona l’IPTV? Si tratta di un servizio di streaming – i dati quindi non vengono scaricati, ma trasmessi in continuazione, e per questo è possibile cominciare a vedere i contenuti praticamente da subito – e di solito i suoi contenuti possono essere classificati in tre gruppi: televisione live (con o senza interattività), televisione timed-shifted (con la possibilità di rivedere contenuti trasmessi ore prima, oppure di riniziare da capo con la visione di un programma già cominciato) e VOD, video on demand, da un catalogo messo a disposizione da chi effettua la trasmissione.

Ma se esistono sicuramente contenuti leciti che vengono trasmessi con l’IPTV, e alcuni la utilizzano proprio per ricevere le trasmissioni in chiaro senza le difficoltà legate a una ricezione altrimenti non perfetta, non è un segreto che gran parte del successo di questa tecnologia è legato alla possibilità di utilizzarla per vedere illegalmente i canali di Sky e di Mediaset Premium, comprese le partite in streaming che sono da sempre il fiore all’occhiello di un’offerta di pay tv. In più, ultimamente, esistono abbonamenti (anch’essi illegali) che consentono di vedere anche i contenuti di Netflix.

Conseguenze penali anche per l’utilizzatore finale

Tutto questo è naturalmente vietato, e comporta numerose difficoltà, in primo luogo per trovare le liste IPTV aggiornate che permettano la visione, comunque in qualità più bassa rispetto all’originale: i segnali vengono infatti codificati (di solito con codec MPEG 4), e l’instabilità cronica dei server a volte impedisce una fruizione accettabile del contenuto anche se si ha a disposizione una linea a banda larga in fibra ottica FTTH. Infine è necessario avere una smart tv dove installare l’applicazione del gestore o un decoder apposito collegato alla linea di rete, per quanto non manchino applicazione IPTV Android, IPTV OS X e IPTV Windows o Mac.

L’abbonamento alle IPTV ha comunque un costo (in genere una decina di euro al mese) ma, va ribadito, è del tutto illegale e si rischia grosso, come hanno stabilito anche di recente alcune sentenze della Corte di Cassazione. 

Con le IPTV a venire punito è sia l’utilizzatore finale (chi usufruisce del servizio, abbonandosi) sia chi trasmette il segnale clonato. Secondo una delle pronunce più recenti dei giudici, l’illecito penale scatta ogni volta che una persona guarda i canali della TV satellitare senza pagarne il canone. Il rischio è quindi quello di una multa che va dai 2.582 a 25.822 euro, più la reclusione dai 6 mesi ai 3 anni.
Prova Sky a 9 euro »

Le offerte legali di Netflix e Sky

Insomma, pare proprio non valerne la pena, al di là del lato etico della questione che dovrebbe comunque farci evitare truffe di ogni tipo. Anche perché, a ben vedere, ormai le offerte delle principali pay tv sono state ritoccate verso il basso più volte: Netflix da sola costa una decina di euro al mese e può essere interrotta in qualsiasi momento, e sempre 9 euro è il costo dell’ultima offerta di Sky che permette di avere a disposizione il meglio dell’offerta satellitare per 6 settimane.

In questo modo si possono provare di persona i diversi pacchetti: tra questi Sky TV, con le serie e i programmi originali di Sky, Sky Sport, che quest’anno comprende, oltre all’Europa League, anche la UEFA Champions League, Sky Calcio con 7 partite di Serie A a turno più le 3 mancanti grazie all’accordo con DAZN, i film di Sky Cinema e i documentari e i cartoni animati di Sky Famiglia. Inoltre è possibile sperimentare di persona la comodità di portarsi sempre con sé l’ampia scelta di contenuti Sky grazie a Sky Go Plus, disponibile per smartphone, PC e tablet, e l’offerta è disponibile con l’antenna satellitare ma anche con la fibra ottica.

Commenti Facebook: