IPTV contro la pirateria

La pirateria non coinvolge solo il software: in Italia gli operatori della televisione su protocollo Internet “stanno già investendo complessivamente tra i 25 e i 30 milioni l’anno nell’acquisto di diritti proprio per offrire un’alternativa legale alla pirateria e continueranno a farlo nonostante le ancora esigue entrate di questo servizio, ma costruire offerte complete e veramente alternative al file-sharing è reso difficile proprio dai detentori dei diritti che tendono ancora a privilegiare le piattaforme tradizionali”. A dichiararlo, il presidente di Iptv Irene Pivetti che durante il workshop organizzato dall’Agcom dal titolo “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”.

“La piattaforma Iptv è per sua stessa natura la più adatta a valorizzare non solo i contenuti cosiddetti premium, bensì anche le produzioni indipendenti, quelle europee, nonché i contenuti di archivio, che non trovano spazio nei palinsesti tradizionali” sottolinea il presidente di Iptv, che inoltre fa notare come sia “necessario un intervento normativo che estenda all’intero mondo dei contenuti destinati all’intrattenimento le previsioni della legge Melandri sul divieto dei diritti di esclusiva per le piattaforme emergenti per i diritti sportivi” e che “il ruolo di vigilanza sul diritto d’autore per le reti di comunicazione elettroniche sia ricoperto dall’Agcom, unico soggetto in grado di garantire il principio di terzietà richiesto da tale funzione ed il contemperamento di tutti gli interessi in campo: degli autori, degli operatori e, non ultimo, dei consumatori”.

=”line-height: 18px;”>La pirateria non coinvolge solo il software: in Italia gli operatori della televisione su protocollo Internet “stanno già investendo complessivamente tra i 25 e i 30 milioni l’anno nell’acquisto di diritti proprio per offrire un’alternativa legale alla pirateria e continueranno a farlo nonostante le ancora esigue entrate di questo servizio, ma costruire offerte complete e veramente alternative al file-sharing è reso difficile proprio dai detentori dei diritti che tendono ancora a privilegiare le piattaforme tradizionali”. A dichiararlo, il presidente di Iptv Irene Pivetti che durante il workshop organizzato dall’Agcom dal titolo “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”.

“La piattaforma Iptv è per sua stessa natura la più adatta a valorizzare non solo i contenuti cosiddetti premium, bensì anche le produzioni indipendenti, quelle europee, nonché i contenuti di archivio, che non trovano spazio nei palinsesti tradizionali” sottolinea il presidente di Iptv, che inoltre fa notare come sia “necessario un intervento normativo che estenda all’intero mondo dei contenuti destinati all’intrattenimento le previsioni della legge Melandri sul divieto dei diritti di esclusiva per le piattaforme emergenti per i diritti sportivi” e che “il ruolo di vigilanza sul diritto d’autore per le reti di comunicazione elettroniche sia ricoperto dall’Agcom, unico soggetto in grado di garantire il principio di terzietà richiesto da tale funzione ed il contemperamento di tutti gli interessi in campo: degli autori, degli operatori e, non ultimo, dei consumatori”.

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