Investimento cane randagio, la tutela delle assicurazioni

Può capitare in campagna come in città di veder sbucare all’improvviso dalla strada un cane randagio senza poter frenare. L’investimento di un cane randagio è cosa scongiurabile ma può accadere. Di fronte all’evento però, a differenza dei normali sinistri, gli automobilisti non sanno come muoversi per il risarcimento danni. Una recente sentenza della Cassazione chiarisce alcuni aspetti del tema, ed SosTariffe.it suggerisce in questo articolo come ottenere l’indennizzo dalle assicurazioni (con polizza kasko) o dal comune.

Risarcimento dal comune o polizza kasko. Le strade da percorrere per il risarcimento

Quando non si riesce a frenare e accade l’inevitabile, oltre al rammarico per la povera bestiola ci sono da contare i danni all’auto,  e l’investimento di un cane randagio diventa anche  una questione di assicurazioni e di risarcimento danni. A chi spetta erogare l’indennizzo, al comune o alle assicurazioni? In questo articolo cercheremo di dare risposta.

Nessuno vorrebbe mai che accadesse, ma l’investimento di un cane randagio è ipotesi non rara, e che spesso non dipende da quanta attenzione si presta al volante. Certo, procedere a velocità moderata aiuta -come aiuta nel prevenire qualsiasi sinistro -ma il fatto può essere un evento totalmente inaspettato e improvviso.

L’impossibilità di prevedere l’investimento comporta per gli automobilisti il dover tutelare a monte il proprio veicolo con la giusta assicurazione, in questo caso la polizza kasko, che tra le assicurazioni accessorie è quella che interviene per il risarcimento danni materiali alla vettura.

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C’è un’altra strada da percorrere però in caso di investimento di cane randagio, si tratta della richiesta di risarcimento danni al comune. Il randagismo infatti è un fenomeno cui i centri amministrativi devono porre rimedio, purtroppo però, specialmente in Italia, sembra che la presenza di cani randagi sia l’ultimo dei problemi, anche se mette in pericolo la vita degli animali e delle stesse persone.
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La recente Sentenza n°2741/2015 del 12 febbraio della Corte di Cassazione è stata molto chiara in tema. Il recupero di animali randagi è responsabilità del comune, in particolare della USL, pertanto sarà questa a dover risarcire i danni patiti dall’automobilista (o motociclista, come nel caso de quo) per omissione dei comportamenti dovuti.

Solo dopo aver provveduto al risarcimento dei danni il comune potrà rivolgersi alle proprie assicurazioni per essere ristorato delle somme versate a causa dell’investimento.
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