Investimenti per la banda larga: in arrivo 6 miliardi di euro

ll digital divide continua a essere un problema di grande attualità nel nostro Paese dove si riscontrano ancora forti differenze tra le regioni, soprattutto per quanto riguarda la diffusione della banda larga. La situazione appare evidente da quanto emerge da uno studio realizzato da SosTariffe.it basato sui dati Intratel, anche se sarebbero previsti nuovi investimenti per lo sviluppo della banda larga per un valore di sei miliardi di euro.

Il governo punta a migliorare la diffusione della banda larga in Italia

Poter contare su una connessione a internet efficiente e veloce è ormai fondamentale sia all’interno delle abitazioni sia per un’azienda, ma il digital divide permane ancora in gran parte della Penisola dove sono evidenti forti differenze tra le varie regioni. Proprio per questo sono stati previsti investimenti per la banda larga con l’obiettivo di migliorare la situazione sul nostro territorio: sono in arrivo sei miliardi di euro che saranno utilizzati anche come strumento per innovare il Paese.

Al lavoro per aiutare tutti gli italiani

Il Consiglio dei Ministri ha presentato un piano di investimenti con l’obiettivo di finanziare la connessione al 100% della popolazione a 30 megabit con la banda larga e al 50% della popolazione a 100 megabit con la banda ultra-larga entro il 2020. Si tratta di un piano che andrebbe realizzato il prima possibile per aiutare l’Italia a ridurre il divario rispetto a gran parte degli altri Paesi europei: secondo gli ultimi dati elaborati, infatti, siamo il fanalino di coda dell’Europa con soli 9,1 Mbps (megabit per secondo), al di sotto della Namibia con 9,4 Mbps. Singapore e Hong Kong i Paesi più veloci al mondo con rispettivamente 104,42 e 96,38 Mbps.

Poter diffondere la banda larga, però, sarebbe fondamentale proprio per la crescita di tutta la popolazione non solo sul piano economico, ma anche in quello occupazionale dove sono ancora troppi i cittadini in forte sofferenza. Per una grande azienda che vuole essere competitiva, infatti, diventa fondamentale poter contare sulla possibilità di mantenere i contatti anche con eventuali clienti esteri e per questo il supporto da parte della tecnologia è necessario.

Il governo ha intenzione quindi di coprire l’intero territorio, che sarà diviso in quattro aree comprendendo non solo quelle di successo, ma anche le zone considerate a “fallimento di mercato”, in cui sarà quantomeno garantita la connessione a 30 megabit.

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La banda larga in Italia e in Europa

Nei servizi di accesso a banda larga con velocità di connessione comprese tra i 2 Mbps e i 20 Mbps Italia ed Europa sono allineate: per entrambe le realtà territoriali la copertura è circa del 97% della popolazione. C’è invece una netta differenza tra la nostra Penisola e la media europea se si prende in considerazione la percentuale di popolazione raggiunta da servizi di accesso a banda ultralarga con velocità di connessione pari a 30 Mbps. In Italia, infatti, soltanto il 22,3% della popolazione può fruire di servizi di accesso a Internet in grado di fornire velocità di connessione pari a 30 Mbps, a fronte di una media europea che si attesta al 64%, stando sempre ai dati resi disponibili da Infratel Italia (per maggiori dettagli puoi visualizzare il nostro approfondimento)

Il Belpaese è in ritardo rispetto al Vecchio Continente anche per quanto riguarda la banda ultralarga a 100 Mbps: la percentuale di popolazione che in Italia è raggiunta da servizi di accesso a 100 Mbps è pari al 2,4%, a fronte di una media europea del 6%.

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Come si può diffondere la banda larga

Per far arrivare la banda larga nelle case degli italiani e guardare al futuro è necessario collegare case e aziende direttamente con la fibra ottica, dicendo addio al vecchio rame. I piani prevedono di raggiungere nei prossimi anni almeno il 45-55% della popolazione con le soluzioni FTTH (Fiber to the Home), il collegamento in fibra ottica che raggiunge la singola unità abitative, o FTTB (Fiber to the Building), la soluzione che consente di giungere sino al limite della costruzione, che garantiscono una velocità di donwstream di 100 megabit.

In una prima fase l’85% della popolazione sarà coperto con il sistema FTTC (Fiber to the Cabinet), cioè la fibra ottica che arriva fino agli armadi stradali e utilizza il rame per collegarsi agli edifici, che consente invece una velocità di downstream di massimo 80 megabit.

Ancora non si parla però di eliminare in modo totale la rete in rame, che almeno in alcune parti della Penisola dovrebbe continuare a rimanere attiva, ma sapere che sono in arrivo 6 miliardi di euro per gli investimenti per la banda larga rappresenta la volontà di uscire da una situazione che non può proseguire come sta accadendo attualmente. Il progetto del Consiglio dei Ministri potrebbe arrivare inoltre a stimolare gli operatori del settore a muoversi per garantire una connessione di almeno 30 megabit al secondo su tutto il territorio nazionale nel prossimo quinquennio con la consapevolezza che questo potrebbe portare a ottenere nuovi clienti.

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