Internet of Things: tutti gli oggetti che potranno essere connessi

Se il 2014 è stato l’anno della consacrazione dell’Internet of Things, divenuto non più un concetto di nicchia, quanto una realtà con la quale prendere immediata confidenza, considerata la sua centralità nel futuro del business e del consumo, il 2015 dovrebbe rappresentare l’anno dell’ulteriore allargamento dei confini dell’Internet delle cose.

Prospettive di crescita dell'Internet delle cose
Prospettive di crescita dell'Internet delle cose

Per avere una conferma di quanto sopra, sia sufficiente fornire un rapido sguardo a quanto sta accadendo nelle grandi, medie e piccole imprese, dove gli investimenti nei confronti del comparto sono cresciuti in maniera vigorosa. Non solo: sia altresì utile dare un’occhiata alle analisi compiute dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui nel solo mercato italiano l’IoT varrebbe almeno 1,55 miliardi di euro, trainato soprattutto dagli ambiti tradizionali, in grado di sfruttare la connessione Internet mobile tramite rete cellulare, e dalle applicazioni che sfruttano altre tecnologie di comunicazione (wireless M-Bus, wi-fi, reti Mesh Low Power, e così via).

Confronta tariffe Internet mobile

Ma quali sono gli oggetti che è già possibile collegare in rete? L’elenco è lungo e difficilmente sintetizzabile. Ciò che è certo è che l’ambito dal quale si attende la maggiore crescita per il 2015 è quello delle Smart Car (auto), delle Smart Home (casa) e delle Smart City (infrastrutture urbane). Numericamente, afferma l’Osservatorio, saranno infatti 4,5 milioni le auto connesse in Italia, grazie principalmente a box GpsGprs per la localizzazione del veicolo e per la registrazione dei parametri di guida. Sul fronte delle Smart Home, invece, si rileva come il 46% dei proprietari di casa sia intenzionati ad acquistare prodotti per la sicurezza e per il risparmio energetico.

Infine, si annota come il 2015 sarà l’anno di rilancio delle Smart City, con l’Osservatorio che sottolinea come quasi metà dei comuni italiani abbia avviato negli ultimi 3 anni almeno un progetto basato su tecnologie Internet of Things, pur – nella maggior parte dei casi – ancora in fase sperimentale.

Da questa base nozionale, è facile cercare di spostare l’obiettivo più sul medio termine, quando a divenire prioritaria sarà la crescita dei dispositivi Wearable, le applicazioni di Smart Factory e di Smart Agricolture. Insomma, il settore sembra essere tracciato, e le prospettive tutt’altro che scontate…

Commenti Facebook: