Internet, nessuna responsabilità per le piattaforme di caricamento video

Secondo quanto affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza 5107/2013, la società che mettono a disposizione dei propri utenti delle piattaforme per il caricamento di propri video non sarebbero penalmente responsabili del contenuto di quanto introdotto nei loro servizi.

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La pronuncia della Suprema Corte è strettamente legata a quanto accaduto a Google, chiamata in causa per un video che ritraeva uno studente disabile torinese mentre veniva insultato e seviziato da un gruppo di suoi compagni di scuola. Google era stata accusata di aver mancato di vigilare sul contenuto del video caricato su internet (segnalato tra il 5 e il 6 novembre del 2006, e rimosso il giorno successivo dopo l’intervento della polizia postale). In primo grado era stata affermata la responsabilità della società di Mountain View, mentre in secondo grado la Corte di Appello di Milano aveva pronunciato l’assoluzione del provider.

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Secondo quanto ora confermato dalla Cassazione, “la posizione di Google Italia srl e dei suoi responsabili, imputati nel presente procedimento è infatti quella di mero Internet host provider, soggetto che si limita a fornire una piattaforma sulla quale gli utenti possono liberamente caricare i loro video; video del cui contenuto restano gli esclusivi responsabili”. Pertanto, aggiunte ancora la sentenza, ne consegue “che gli imputati non sono titolari di alcun trattamento e che gli unici titolari del trattamento dei dati sensibili eventualmente contenuti nei video caricati sul sito sono gli stessi utenti che li hanno caricati, ai quali soli possono essere applicate le sanzioni, amministrative e penali, previste per il titolare del trattamento dal Codice della Privacy”.

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