Internet mobile: gli italiani non lo sanno usare

La ricerca di Mediascope e European Interactive Advertising Association afferma che l’Italia è seconda in Europa per l’utilizzo di internet mobile, complici anche i social network ma, nonostante questo, è preoccupante come gli italiani scelgano di navigare in mobilità.

L’utilizzo del telefonino in Europa risulta decisamente smaliziato anche per la navigazione in internet che vede più di 71 milioni di utenti navigare con una certa costanza, si parla di almeno un’ora al giorno e il segmento è costituito per la metà da utenti di età compresa tra i 16 e i 34 anni. I servizi più ricercati sono i contenuti digitali in genere, mentre i social network come Facebook si attestano al secondo posto nelle ricerche.

Al primo posto della classifica europea ci sono i polacchi con 10 ore di navigazione settimanale, gli italiani invece, nonostante le utenze attive ammontino a circa 10 milioni e i dispositivi web-ready costituiscano il 57% sul totale in circolazione, con 7.9 ore si attestano al secondo posto.

Ad oggi infatti solo l’11% della popolazione italiana utilizza internet mobile, ma si stima che in 4 anni la percentuale aumenterà al 40%.

Sostariffe, da una nuova analisi, rivela che oltre il 56% dei “cybernauti” che naviga da rete mobile, nonostante possa usare il cellulare (il 43% degli utenti ha chiesto una tariffa che consideri la navigazione dal terminale mobile) ha scelto espressamente di volere la chiavetta. Questa scelta è in parte sintomo di problemi di configurazione del telefono e di interfaccia tra il pc ed il celluare.

Gli utenti più esigenti sotto il profilo dell’internet mobile, facenti parte di un bacino che ha bisogni più “evoluti”, non sono in grado di affrontare e risolvere problematiche di installazione tecnica e configurazione della connessione nel proprio sistema operativo.

Considerando la propensione alla spesa emerge come il 40% del campione analizzato non sia intenzionato a spendere oltre i 10 euro anche se il 20% di questi (dunque la metà) naviga saltuariamente. Il 25% non ha intenzione di spendere piu di 20 euro mentre per soddisfare le proprie esigenze di navigazione, mentre un buon 35% degli utenti intervistati sarebbe disposto a spendere fino a 30 euro pur di avere un servizio di qualità.

Il campione si ripartisce quasi uniformemente di fronte all’alternativa tra la navigazione a tempo ed a consumo nonostante la consapevolezza d’uso sia totalmente diversa.

Su 17 mila utenti cui è stato chiesto di scegliere tra un’offerta a tempo ed una a volume, si è determinata una leggera inclinazione a favore della navigazione a tempo: il 53% opta per una connessione a tempo e, incalzati con domande più mirate, circa 6400 utenti hanno motivato la volontà di navigare a tempo segnalando le difficoltà nel comprendere e quantificare il traffico a megabyte.

Non è di pubblico dominio l’informativa circa la quantità di dati scambiati in media in una sessione di navigazione per l’apertura dei siti web, l’uso dei servizi voip e lo scambio di email, per cui viene scelta più facilmente la modalità di navigazione a tempo in quanto di più semplice comprensione.

Non è comunque trascurabile l’altro lato della medaglia: il 47% del campione dal profilo d’uso trova un perfetto fit con una tariffa a volume con un certo quantitativo di megabyte.

Entrando nel dettaglio della quantità di traffico utilizzato per la modalità ad ore (53% del campione) il 16% cerca una tariffa che consenta di navigare fino a 10 ore al mese mentre il 17% dichiara di desiderare un’offerta per 50 ore. Tra gli utenti più esigenti, si rileva che il 42% del campione cerca offerte fino a 100 ore di navigazione mentre sorprende come il 16% degli utenti cerchi un’offerta per navigare fino a 300 ore. Quest’ultimo dato diventa espressione di una necessità sempre più evidente di una navigazione illimitata o quasi. Non è trascurabile nemmeno quella componente “residuale” di utenti indecisi che pure pesa per il 9%.

Guardando alla composizione del panel di utenti che predilige la navigazione a volume (47% del totale) si nota come si origini una distribuzione che ricorda molto una normale: solo il 5% indica di necessitare 100 mb. mentre il 21% implicitamente dichiara che, per usufruire dei servizi in mobilità, utilizza fino a un massimo di 500 mb.
Il 62% indica in 1 Gb l’offerta ideale per la navigazione mobile e tra gli utenti più esigenti, il 7% sceglie di avere a disposizione almeno 4 Gb e solo il 4% chiede un massimo di 10 Gb.

Questa distribuzione, molto concentrata da un lato, pure presenta, dall’altro, una fetta importante di utenti che stimano le proprie esigenze in una quantità davvero modesta di traffico internet. Questo contribuisce ad alimentare le perplessità circa l’effettiva consapevolezza degli utenti di telefonia mobile riguardo le proprie effettive esigenze e, soprattutto, della capacità di orientarsi in un panorama di offerte così ampio e articolato.

di Mediascope e European Interactive Advertising Association afferma che l’Italia è seconda in Europa per l’utilizzo di internet mobile, complici anche i social network ma, nonostante questo, è preoccupante come gli italiani scelgano di navigare in mobilità.

L’utilizzo del telefonino in Europa risulta decisamente smaliziato anche per la navigazione in internet che vede più di 71 milioni di utenti navigare con una certa costanza, si parla di almeno un’ora al giorno e il segmento è costituito per la metà da utenti di età compresa tra i 16 e i 34 anni. I servizi più ricercati sono i contenuti digitali in genere, mentre i social network come Facebook si attestano al secondo posto nelle ricerche.

Al primo posto della classifica europea ci sono i polacchi con 10 ore di navigazione settimanale, gli italiani invece, nonostante le utenze attive ammontino a circa 10 milioni e i dispositivi web-ready costituiscano il 57% sul totale in circolazione, con 7.9 ore si attestano al secondo posto.

Ad oggi infatti solo l’11% della popolazione italiana utilizza internet mobile, ma si stima che in 4 anni la percentuale aumenterà al 40%.

Sostariffe, da una nuova analisi, rivela che oltre il 56% dei “cybernauti” che naviga da rete mobile, nonostante possa usare il cellulare (il 43% degli utenti ha chiesto una tariffa che consideri la navigazione dal terminale mobile) ha scelto espressamente di volere la chiavetta. Questa scelta è in parte sintomo di problemi di configurazione del telefono e di interfaccia tra il pc ed il celluare.

Gli utenti più esigenti sotto il profilo dell’internet mobile, facenti parte di un bacino che ha bisogni più “evoluti”, non sono in grado di affrontare e risolvere problematiche di installazione tecnica e configurazione della connessione nel proprio sistema operativo.

Considerando la propensione alla spesa emerge come il 40% del campione analizzato non sia intenzionato a spendere oltre i 10 euro anche se il 20% di questi (dunque la metà) naviga saltuariamente. Il 25% non ha intenzione di spendere piu di 20 euro mentre per soddisfare le proprie esigenze di navigazione, mentre un buon 35% degli utenti intervistati sarebbe disposto a spendere fino a 30 euro pur di avere un servizio di qualità.

Il campione si ripartisce quasi uniformemente di fronte all’alternativa tra la navigazione a tempo ed a consumo nonostante la consapevolezza d’uso sia totalmente diversa.

Su 17 mila utenti cui è stato chiesto di scegliere tra un’offerta a tempo ed una a volume, si è determinata una leggera inclinazione a favore della navigazione a tempo: il 53% opta per una connessione a tempo e, incalzati con domande più mirate, circa 6400 utenti hanno motivato la volontà di navigare a tempo segnalando le difficoltà nel comprendere e quantificare il traffico a megabyte.

Non è di pubblico dominio l’informativa circa la quantità di dati scambiati in media in una sessione di navigazione per l’apertura dei siti web, l’uso dei servizi voip e lo scambio di email, per cui viene scelta più facilmente la modalità di navigazione a tempo in quanto di più semplice comprensione.

Non è comunque trascurabile l’altro lato della medaglia: il 47% del campione dal profilo d’uso trova un perfetto fit con una tariffa a volume con un certo quantitativo di megabyte.

Entrando nel dettaglio della quantità di traffico utilizzato per la modalità ad ore (53% del campione) il 16% cerca una tariffa che consenta di navigare fino a 10 ore al mese mentre il 17% dichiara di desiderare un’offerta per 50 ore. Tra gli utenti più esigenti, si rileva che il 42% del campione cerca offerte fino a 100 ore di navigazione mentre sorprende come il 16% degli utenti cerchi un’offerta per navigare fino a 300 ore. Quest’ultimo dato diventa espressione di una necessità sempre più evidente di una navigazione illimitata o quasi. Non è trascurabile nemmeno quella componente “residuale” di utenti indecisi che pure pesa per il 9%.

Guardando alla composizione del panel di utenti che predilige la navigazione a volume (47% del totale) si nota come si origini una distribuzione che ricorda molto una normale: solo il 5% indica di necessitare 100 mb. mentre il 21% implicitamente dichiara che, per usufruire dei servizi in mobilità, utilizza fino a un massimo di 500 mb.
Il 62% indica in 1 Gb l’offerta ideale per la navigazione mobile e tra gli utenti più esigenti, il 7% sceglie di avere a disposizione almeno 4 Gb e solo il 4% chiede un massimo di 10 Gb.

Questa distribuzione, molto concentrata da un lato, pure presenta, dall’altro, una fetta importante di utenti che stimano le proprie esigenze in una quantità davvero modesta di traffico internet. Questo contribuisce ad alimentare le perplessità circa l’effettiva consapevolezza degli utenti di telefonia mobile riguardo le proprie effettive esigenze e, soprattutto, della capacità di orientarsi in un panorama di offerte così ampio e articolato.

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