Internet economy: investimenti per supportarne la crescita

L’Internet economy – o, se preferite, la produzione interna che ruota intorno all’utilizzo delle reti, e le professioni collegate alle nuovissime tecnologie – vale appena il 2 per cento del Pil, contro il 4 per cento della media europea e il 7 per cento del Nord Europa. Il futuro potrebbe (dovrebbe?) riservare gradite sorprese, ma solo a patto che vengano realizzati gli investimenti infrastrutturali sulla banda larga, oramai improrogabili.

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Secondo quanto affermato all’interno del report “Professioni e lavoro nel XXI secolo“, curato da Glocus, l’Internet economy potrebbe ben candidarsi come il comparto in grado di attenuare l’emorragia occupazionale attualmente in essere in Italia e, pertanto, contribuire a riallineare l’offerta di lavoro alla domanda di mercato, con revisione del sistema dell’istruzione e della formazione, maggiormente basata sull’economia digitale.

Tra le principali professioni in grado di contraddistinguere la nuova epoca della Internet economy, i consulenti informatici, gli analisi e gli sviluppatori di applicazioni, gli esperti di accessibilità, gli esperti di domotica, gli ingegneri specializzati in tecnologie a basso impatto ambientale, i manager di sistemi e tanto altro ancora.

Il tutto, aggiungiamo noi, non può ad ogni modo che presupporre l’esistenza di una valida agenda di investimenti infrastrutturali che possa fungere da traino all’esplosione della Internet economy, garantendo l’accesso a una vera banda larga per tutti, a condizioni concretamente competitive.

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