Internet delle Cose, la chiave è il 5G

Secondo Shelley Gretlein, Direttore per la Piattaforma Software e la Customer Education di National Instruments, presente ai NIDays 2015 di Milano, il 5G entro il 2020 sarà fondamentale perché l’Internet delle Cose divenga davvero realtà quotidiana. Nuove potenzialità ma anche nuove sfide e nuovi pericoli che dovranno essere affrontati nel definire una società interconnessa, dove tra wearable ed altri apparecchi saremo in pratica sempre online.

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Molte sfide rimangono da vincere, come quella sulla tutela dei dati sensibili

Casa, trasporti, TLC e salute, tutti settori dove il successore del 4G, grande protagonista al recente Mobile World Congress di Barcellona, permetterà di accedere a nuove e inedite funzionalità, ma non tutto è ancora risolto per arrivare a questo traguardo.

Secondo Gretlein, «bisogna ancora lavorare molto sul linguaggio condiviso con cui gli oggetti e le apparecchiature elettroniche parleranno fra loro e si dovrà anche affrontare il problema della gestione dell’enorme mole di dati che verrà prodotta».
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Anche la privacy e la sua tutela rischiano di essere un tasto dolente per l’Internet delle Cose via 5G. Come conclude l’esperta di National Instruments, «l’obiettivo è quello di architettare sistemi di gestione dei dati sempre più sicuri con delle barriere che i clienti potranno usare a propria discrezione per proteggere le informazioni a rischio, per esempio decidendo di confinare entro la propria casa tutto ciò che riguarda elettricità, riscaldamento e tanto altro».

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