Innovazione energetica, I-Com: serve intervento dallo Stato

L’ultimo Osservatorio Innov-E 2015 di I-Com, Istituto per la competitività, evidenza un giro di ruota nei nuovi rapporti tra le società energetiche e i consumatori, sempre più attenti alle tecnologie innovative, la sharing economy e le politiche ambientali. Un sondaggio sull’innovazione energetica rivela anche che gli italiani vogliono l‘intervento dello Stato per sostenere le tecnologie innovative attraverso la fiscalità generale.

innovazione tecnologica anche con nuove tasse
Italiani disposti anche a pagare nuove tasse per una maggior innovazione tecnologica

Nel suo ultimo Osservatorio Innov-E 2015, di cui parlavamo poco fa, I-Com include i risultati di un sondaggio condotto a marzo 2015, su un campione di 1.021 persone, riguardante l’innovazione energetica.

Lo studio ha rivelato una forte attenzione alle tecnologie del settore energetico, dove gli intervistati promuovono fondamentalmente l’energia verde, ovvero prodotta da fonti rinnovabili. Secondo gli italiani, serve un più evidente sostegno all’innovazione da parte dello Stato, il cui deve avvenire tramite la fiscalità generale.
Migliori tariffe per l’energia verde

Sebbene molto interessati, gli intervistati sembrano più scettici, in prospettiva futura, sulla piena possibilità di attuare una mobilità basata sulla sharing economy, iniziativa a cui ci crede solo il 44% dei partecipanti al sondaggio I-Com.

Serve l’intervento dallo Stato, anche con nuove tasse

Nello studio, I-Com ha monitorato l’opinione degli italiani sull’innovazione in diverse filiere tecnologiche (energia elettrica, sanità, ICT, beni culturali, aerospazio e mobilità). Secondo la maggior parte dei partecipanti, è nel settore dell’energia dove è prioritario l’intervento dello Stato (36,8% degli intervistati, +4,7% rispetto al 2014), seguito dalle tecnologie della salute(34,4%).

E’ l’energia una delle prime due priorità dove servono finanziamenti pubblici per la ricerca, secondo quasi tre persone su quattro (72,6%),contro il 62,7% della sanità e meno del 25% per le altre filiere tecnologiche.

Sono sempre di più (44,9% conto 37,7% del 2014) gli italiani che vedono allo Stato come l’ente che più dovrebbe contribuire alla ricerca e lo sviluppo del settore energetico, anche attraverso la fiscalità generale introducendo nuove tasse (secondo il 66,7% del campione, +3% rispetto l’anno scorso), piuttosto che finanziare queste attività attraverso la bolletta energetica. Secondo I-Com, gli italiani preferiscono avere nuove imposte da versare piuttosto che oneri in bolletta, ritenuti poco chiari e trasparenti.

Rinnovabili, autoproduzione e domotica: il futuro degli italiani

Bisogna promuovere con più forza le energie rinnovabili in Italia, secondo il 60,8% degli intervistati, soprattutto per la popolazione over 65 di cui il 71,5% è convinto dell’importanza dell’energia pulita.

Da qui a dieci anni, secondo l’80,9% degli italiani la domotica sarà una realtà quotidiana, e sarà possibile ottimizzare realmente i consumi domestici tramite app, smartphone e tablet. L’autoproduzione di energia elettrica con il modello prosumer sarà parte delle nostre vite, secondo il 61,3% degli intervistati, mentre un 58,3% prevede che ci sposteremo soprattutto con veicoli elettrici a basse emissioni.

Non ci crede, infine, alla sharing mobility un 55,4% degli italiani, che pensa che da qui a dieci anni continueremo a utilizzare le nostre auto di proprietà per gli spostamenti.
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