Ing, la Banca di Conto Arancio pagherà 30 milioni di euro per l’inchiesta sul riciclaggio

Ing, la Banca online di Conto Arancio, pagherà 30 milioni di Euro per non avere messo in atto misure antiriciclaggio adeguate nella propria filiale italiana: la grave conseguenza è stata il riciclaggio di denaro sporco e la truffa di molti cittadini europei negli ultimi mesi.

30 milioni di Euro da versare per chiudere l'inchiesta Ing

Ing, la Banca di Conto Arancio, pagherà 30 milioni di Euro per chiudere l’inchiesta sul riciclaggio avviata dalla procura di Milano lo scorso marzo. In seguito ad alcuni controlli da parte di Banca d’Italia avvenuti nella sede italiana dell’istituto tra ottobre 2018 e gennaio 2019, alla filiale Ing era stato vietato di concedere l’apertura di nuovi conti correnti online per evitare ulteriori truffe, così come verificatosi nei mesi precedenti.

Perché Banca d’Italia vieta l’apertura di nuovi conti online Ing

I controlli eseguiti da Banca d’Italia tra ottobre 2018 e gennaio 2019 avevano fatto emergere delle falle significative nei sistemi antiriciclaggio della branch italiana. Queste ispezioni erano state avviate in seguito di segnalazioni provenienti da numerosi Paesi europei, in particolare Austria e Germania, riguardo a truffe online a discapito dei propri cittadini.

Il modo in cui avvenivano gli imbrogli era il seguente. I truffatori mettevano in vendita beni o servizi su piattaforme online come Airbnb e Amazon. A questo punto, quando un potenziale acquirente desiderava procedere con l’acquisto, veniva informato dal falso venditore che il pagamento sarebbe dovuto avvenire attraverso i canali non ufficiali forniti dalle piattaforme. Si trattava per lo più di piccole somme, comprese tra gli 800 e i 1.000 Euro, che avrebbero dovuto essere versate su conti correnti online aperti presso Ing Italia.

Grazie ai controlli eseguiti, erano emersi numerosi problemi relativi alle modalità antiriciclaggio messe in atto dalla filiale italiana dell’istituto olandese, risultate praticamente inesistenti. Le operazioni sospette emerse sono state 355. Per questo motivo, era stato deciso di vietare il servizio di apertura di nuovi conti online presso Ing Italia, blocco ancora attivo.

Per chiudere la vicenda è stato stabilito il versamento di 30 milioni di Euro, che Ing ha già proceduto a girare sul conto del Fondo unico di giustizia. La cifra è composta da 29 milioni, decisi come proventi del reato, e 1 milione, che rappresenta la sanzione relativa al reato stesso.

Quali sono le falle rilevate da Banca d’Italia nei sistemi Ing

In seguito ai controlli di Banca d’Italia mirati alla valutazione delle procedure antiriciclaggio di Ing Italia, sono emerse numerose problematiche, sfruttate dai truffatori per portare avanti la frode a danno di molti cittadini europei. Il totale occultato sarebbe di 21,89 milioni di Euro, da cui Ing avrebbe tratto un profitto pari a 7,11 milioni di Euro.

Tra le principali falle emerse dall’indagine, sono state identificate:

  • un’attività di raccolta di informazioni sulla clientela all’apertura del conto inadeguata, come ad esempio il livello di reddito e il settore professionale;
  • mancanza di procedure di calcolo del rischio della clientela, ovvero l’algoritmo adottato non era in grado di pesare l’insieme di fattori come età, professione, provincia di residenza e restituirne un indice di rischio affidabile;
  • una procedura di monitoraggio insufficiente;
  • una procedura inadeguata di rilevazione della movimentazione contante, ad esempio non erano posti vincoli di prelievo mensile, che potevano arrivare quindi fino a 20.000 Euro al giorno.

Come conseguenza di questi elementi, la maggior parte dei clienti (91%) intestataria di un conto online Ing rientrava nella categoria di rischio “normal” e solo lo 0,17% era classificata come “ad alto rischio.” Questa situazione ha contribuito a sottovalutare e addirittura ignorare le segnalazioni già arrivate a destinazione, oltre che a non portare alle dovute correlazioni tra gli avvisi di operazioni sospette e i profili ad alto rischio.

A quanto ammonta la truffa ai danni dei cittadini

Le stime parlano di 16,5 milioni di Euro di truffe attuate ai danni di cittadini di vari Paesi europei. Di questi, 3,9 milioni sono stati accreditati in 91 conti correnti intestati a beneficiari altri rispetto a quelli indicati alle vittime. 12,6 milioni sono stati invece accreditati in 221 conti dai truffati, a cui era stato indicato un Iban diverso. Una volta accreditato, il denaro veniva immediatamente ritirato con prelievo contante dai truffatori presso un bancomat Ing.

Tramite gli inganni attuati nel corso del tempo, i truffatori hanno potuto occultare 21,89 milioni di Euro. Queste operazioni hanno generato un profitto quantificato in 7,11 milioni di Euro per Ing.

Ing Italia: che cosa succede ora

In chiusura all’inchiesta, è stato stabilita una somma pari a 30 milioni di Euro, già versata da Ing. Di questi, 1 milione corrisponde alla sanzione, mentre 29 milioni rappresentano i proventi del reato da coprire. È ancora in corso il patteggiamento, su cui sarà presa una decisione finale dal gip Roberto Crepaldi il prossimo 4 febbraio 2020.

In merito alle procedure antiriciclaggio, la banca ha già proceduto con una riorganizzazione del proprio modello, tale da affrontare e risolvere le problematiche rilevate. Tra le misure che sono state avviate:

  • a livello locale, sta mettendo in atto un percorso per potenziare i processi e la gestione dei rischi;
  • a livello globale, sta implementando procedure che mirano a rafforzare la gestione del rischio e creando un dipartimento esclusivamente dedicato all’antiriciclaggio, che conterà più di 3.000 persone a livello internazionale.

Per quanto riguarda il blocco dell’apertura di nuovi conti correnti, questo rimane ancora attivo.

Ing Bank: i precedenti

Sfortunatamente, non è la prima volta che l’istituto olandese si ritrova a dovere fari i conti con multe dovute a mancate o inadeguate procedure antiriciclaggio. Infatti, solo a settembre 2018 Ing Bank ha dovuto pagare 775 milioni di Euro per chiudere il caso, come riportato dall’agenzia Reuters. La stessa banca si era dichiarata responsabile nell’avere consentito a diversi truffatori di riciclare denaro frutto di crimi tramite l’apertura di nuovi conti correnti.

Un caso simile era già avvenuto nel 2012, quando Ing aveva dovuto pagare $619 milioni per avere trascurato operazioni illegali di clienti cubani e iraniani attraverso il sistema bancario americano.

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