Incentivi, vanno bene ma non risolvono

Gli incentivi sono una  manna dal cielo per le aziende, e un aiuto concreto anche se piccolo per i consumatori, perché prima di tutto non fanno altro che stimolare i consumi nonostante questi non siano effettivamente necessari.

Poste Italiane ha ricevuto 650 mila chiamate ai call center da parte di cittadini e negozianti interessati alla campagna per gli incentivi. Nonostante siano partiti in sordina, nella prima settimana gli incentivi erogati sono stati pari a 188 mila, per un valore di 77 milioni sui 300 totali.

Molti quotidiani esaltano il primato in numero assoluto per le richieste degli incentivi sulla banda larga destinati ai giovani tra i 18 e 30 anni: le richieste sono ià arrivate a 58mila e, visto che ogni singolo bonus vale 50 euro, sono stati impiegati 2,9 milioni su 20 milioni disponibili per i collegamenti internet a banda larga.

Ma questo non è un incentivo per navigare di più: chi ha una connessione e già naviga molto probabilmente allettato dalle offerte ha affiancato una connessione mobile a quella di rete fissa o ha cambiato operatore beneficiando di un ulteriore sconto. Chi non ha accesso all’adsl o ad una connessione mobile veloce difficilmente troverà il modo di sfruttare gli incentivi.

Seguono le richieste per lavastoviglie (31 mila gli acquisti), cucine (28 mila), i piani cottura e forni elettrici (18mila), le cucine a gas (10mila). Circa 19mila, invece, le prenotazioni per i motocicli fino a 400 cc o fino a 70 kw “euro3”.

Mentre incentivi per lavastoviglie e cucine componibili hanno favorito il risparmio energetico nella maggior parte dei casi con i nuovi modelli piu eco-friendly. Negli altri settori “sponsorizzati” domina e conduce un’iniziativa di risparmio energetico mentre per la banda larga sembra solo un contentino (pensando ai fondi del rapporto Caio) per la popolazione ancora colpita da digital divide e problemi di banda dimezzata e un “regalino” per gli operatori sempre più ricchi.

vi sono una  manna dal cielo per le aziende, e un aiuto concreto anche se piccolo per i consumatori, perché prima di tutto non fanno altro che stimolare i consumi nonostante questi non siano effettivamente necessari.

Poste Italiane ha ricevuto 650 mila chiamate ai call center da parte di cittadini e negozianti interessati alla campagna per gli incentivi. Nonostante siano partiti in sordina, nella prima settimana gli incentivi erogati sono stati pari a 188 mila, per un valore di 77 milioni sui 300 totali.

Molti quotidiani esaltano il primato in numero assoluto per le richieste degli incentivi sulla banda larga destinati ai giovani tra i 18 e 30 anni: le richieste sono ià arrivate a 58mila e, visto che ogni singolo bonus vale 50 euro, sono stati impiegati 2,9 milioni su 20 milioni disponibili per i collegamenti internet a banda larga.

Ma questo non è un incentivo per navigare di più: chi ha una connessione e già naviga molto probabilmente allettato dalle offerte ha affiancato una connessione mobile a quella di rete fissa o ha cambiato operatore beneficiando di un ulteriore sconto. Chi non ha accesso all’adsl o ad una connessione mobile veloce difficilmente troverà il modo di sfruttare gli incentivi.

Seguono le richieste per lavastoviglie (31 mila gli acquisti), cucine (28 mila), i piani cottura e forni elettrici (18mila), le cucine a gas (10mila). Circa 19mila, invece, le prenotazioni per i motocicli fino a 400 cc o fino a 70 kw “euro3”.

Mentre incentivi per lavastoviglie e cucine componibili hanno favorito il risparmio energetico nella maggior parte dei casi con i nuovi modelli piu eco-friendly. Negli altri settori “sponsorizzati” domina e conduce un’iniziativa di risparmio energetico mentre per la banda larga sembra solo un contentino (pensando ai fondi del rapporto Caio) per la popolazione ancora colpita da digital divide e problemi di banda dimezzata e un “regalino” per gli operatori sempre più ricchi.

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