La mappa degli incentivi regionali per le imprese

Buone notizie! Sono in arrivo interessanti opportunità di incentivi regionali per imprese in fase di start up. Non solo, gli incentivi sono volti infatti anche al sostegno di imprese che intendono innovare e rispettare l’ambiente con nuovi processi di produzione. Aiuti particolari sono pensati per chi necessita di credito e intende internazionalizzare. Sul piatto ben 2,2 miliardi di euro.

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Al via nuovi incentivi regionali per le imprese: ecco una guida
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Gli incentivi regionali per imprese sono da sempre tra le forme di sostentamento fondamentali per le realtà imprenditoriali. Spesso da questi dipendono le sorti di molte imprese. Liquidità aggiuntiva e maggiori garanzie per l’ottenimento del credito  si traducono in maggiori opportunità di internazionalizzazione e innovazione senza ricorrere a prestiti al di fuori dei programmi di supporto.

I bonus e gli incentivi regionali per imprese sono molto ricchi: a disposizione vi sono 2,2 miliardi messi sul piatto dalle Regioni. Si tratta in realtà in molti casi di bandi attivati tardivamente per rendere operativa l’erogazione  dei fondi europei inquadrati all’interno della pianificazione 2014-2020. La cifra è elevata perché l’Europa è particolarmente generosa quando si tratta di sostenere le imprese ma anche perché nel piatto sono finite risorse non ancora sfruttate del periodo precedente (2007-2013). Il tempo limite entro cui questi ultimi soldi dovranno essere spesi è il 31 marzo 2017, data trascorsa la quale l’Europa chiederà il disimpegno delle risorse. Questi sostegni vanno ad aggiungersi ai numerosi prestiti disponibili sia per privati ma anche per piccole e medie imprese.

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Incentivi regionali per imprese: le regioni più “ricche”

Ben il 70% delle risorse a disposizione è concentrato in cinque regioni: Lombardia, Puglia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte hanno la fortuna di essere considerate le regioni più ricche dal punto di vista degli incentivi regionali.

La prima della fila sta per aprire un bando orientato a sostenere le giovani start-up ma anche gli over 50. In questo caso il plafond è di 30 milioni di euro. In maniera simile la Puglia offre alle neo imprese 54 milioni di euro attraverso il progetto “Nidi”. Si tratta di un Fondo creato dalla Regione per favorire le nuove iniziative di impresa e in particolare le microimprese (e conseguentemente l’autoimpiego) attraverso l’erogazione di prestiti rimborsabili e contributi a fondo perduto. Il Lazio gode di una dote di 150 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ad un residuo ancora non speso di 42 milioni. Sull’internazionalizzazione punta invece l’Emilia Romagna che finanzia con 10,3 milioni di euro le imprese interessate a promuovere l’export. Gli incentivi regionali per imprese che aspirano all’apertura su mercati esteri permettono di ricevere un contributo pari alla metà del costo sostenuto a patto che il valore minimo del progetto sia di 50mila euro. L’ultima regione citata, il Piemonte, si fa promotrice invece delle reti d’impresa,  attraverso il  finanziamento di progetti di investimento di network che permettano di accrescere la competitività sui mercati nazionali ed internazionali delle imprese coinvolte, migliorando inoltre la capacità di innovazione e le opportunità per sconfiggere le congiunture economiche.

Tra gli altri temi sostenuti dagli incentivi regionali per imprese c’è la salvaguardia ambientale. Ad esempio la provincia autonoma di Trento offre ben 10 milioni di euro per incentivare il settore dell’energia. Le opportunità comunque non mancano nemmeno nelle altre Regioni che se non l’hanno già fatto, nei prossimi giorni inizieranno a pubblicare nuovi bandi.

Incentivi regionali anche per i professionisti

Con la Legge di Stabilità 2016 è stato pienamente riconosciuta l’opportunità di usufruire dei fondi europei (riversati sotto forma di incentivi regionali) non solo per le piccole e medie imprese, ma anche per i professionisti (Partite Iva e freelance sia iscritti che non iscritti ad albi e ordini professionali). I bandi pubblicati sono infatti ora stati corretti, non prevedendo più la necessità che il soggetto che ne fa richiesta sia iscritto alla Camera di Commercio. Da quest’anno si può quindi parlare finalmente di incentivi regionali per imprese e per professionisti. Aumentando la platea di usufruitori, la misura dovrebbe permettere di migliorare la situazione economica di più soggetti.

I redditi tra il 2007 e 2014 di quanti iscritti alle Casse previdenziali hanno visto una flessione del -18,35% (stando ad un rapporto Adepp, Associazione degli enti previdenziali privati che conta circa 1,5 milioni di iscritti). Per questi soggetti finora era possibile iscriversi a bandi specifici oppure ricorrere a prestiti richiesti autonomamente.

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