In Italia conti correnti prestiti e mutui più cari al mondo

Abusdef e Federconsumatori affermano che i conti correnti italiani sono tra i più cari al mondo, in un appello alla Banca d’Italia, i presidenti delle due associazioni Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, chiedono di incoraggiare la concorrenza tra le banche, che secondo gli enti al momento non esiste, sia per quanto riguarda i conti che per il comparto mutui e prestiti.

Gli italiani secondo Abusdef e Federconsuatori pagano sui mutui un interesse maggiorato dello 0,59% e un interesse sui prestiti, rispetto alla media europea, superiore del 2,16%.

La situazione sta comunque cambiando, già da oggi è obbligatorio introdurre l’indicatore di costo sintetico (ISC) che offrirà una maggiore possibilità di valutazione e confronto tra i conti proposti dalle banche, per dare maggiore chiarezza nell’analisi dei costi variabili e fissi.

Ricordiamo che l’ISC è un indice su base Taeg che tra gli altri comprende i seguenti componenti:

  • Spese di apertura della pratica
  • Ove presenti, le spese di incasso delle rate
  • Interessi
  • Se presente, il costo di mediazione di un soggetto terzo
  • Le spese per le assicurazioni imposte dall’ente
  • Altre spese esposte nel contratto

L’ISC servirà anche a smascherare quei conti correnti a canone “zero”, che per quella tipologia di clienti che effettua molte operazioni ha un costo maggiore rispetto ad un conto con un canone.

ederconsumatori affermano che i conti correnti italiani sono tra i più cari al mondo, in un appello alla Banca d’Italia, i presidenti delle due associazioni Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, chiedono di incoraggiare la concorrenza tra le banche, che secondo gli enti al momento non esiste, sia per quanto riguarda i conti che per il comparto mutui e prestiti.

Gli italiani secondo Abusdef e Federconsuatori pagano sui mutui un interesse maggiorato dello 0,59% e un interesse sui prestiti, rispetto alla media europea, superiore del 2,16%.

La situazione sta comunque cambiando, già da oggi è obbligatorio introdurre l’indicatore di costo sintetico (ISC) che offrirà una maggiore possibilità di valutazione e confronto tra i conti proposti dalle banche, per dare maggiore chiarezza nell’analisi dei costi variabili e fissi.

Ricordiamo che l’ISC è un indice su base Taeg che tra gli altri comprende i seguenti componenti:

  • Spese di apertura della pratica
  • Ove presenti, le spese di incasso delle rate
  • Interessi
  • Se presente, il costo di mediazione di un soggetto terzo
  • Le spese per le assicurazioni imposte dall’ente
  • Altre spese esposte nel contratto

L’ISC servirà anche a smascherare quei conti correnti a canone “zero”, che per quella tipologia di clienti che effettua molte operazioni ha un costo maggiore rispetto ad un conto con un canone.

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