In aumento le richieste di prestiti secondo la modalità di cessione del quinto

Per far fronte alla crisi economica, sempre più italiani vanno alla ricerca di un prestito, e scelgono di tagliare il loro stipendio richiedendo una cessione del quinto.

Richiedi un preventivo per il tuo prestito

Secondo una recente indagine condotta dal portale Prestiti.it, oggigiorno la cessione del quinto rappresenta il 16,4% dei finanziamenti richiesti nel nostro Paese.

In particolare, la maggior parte dei richiedenti si trovano nelle regioni meridionali, di preciso in Calabria, Puglia, Sicilia e Campania, evidentemente più colpite della crisi e la mancanza di liquidità.

La media degli importi richiesti è pari a 20.000 euro, e il richiedente medio ha una età di 44 anni; tuttavia, colpisce il fatto che 1 su 6 è già in pensione.

L’indagine è stata eseguita su un campione di oltre 20.000 richieste di prestito effettuate nell’ultimo trimestre: un numero abbastanza elevato in un periodo di tempo limitato. Interessante anche il fatto che, a novembre 2011, la richiesta di prestiti era in diminuzione.

Tramite la cessione del quinto, gli italiani scelgono di destinare una quota del proprio stipendio per far fronte ai debiti contratti in precedenza.

Questo tipo di finanziamento è un prodotto esclusivo per lavoratori dipendenti o pensionati, attraverso il quale il richiedente ottiene liquidità e la restituisce tramite la cessione alla società creditizia di una parte -fino al 20%- del proprio stipendio o pensione mensile.

Secondo Marco Giorgio, rappresentante del portale Prestiti.it, “La crescita di questo fenomeno è particolarmente significativa: se il costo del “carrello della spesa” è salito, negli anni, più dei livelli dell’inflazione, il bisogno di liquidità viene sempre più supportato da strumenti di finanziamento “sicuri”, come la cessione del quinto, che danno agli istituti di credito maggior tranquillità nel rimborso”.

La maggior parte delle richieste sono effettuate da uomini (74%) con una età media elevata, pari a 44 anni, ovvero 3 anni in più rispetto al richiedente tipo di un prestito in generale.

Per quanto riguarda le cause di questo fenomeno, Giorgio spiega che “il motivo è legato alle particolari restrizioni imposte dalle banche, che accettano solo domande a basso rischio di insolvenza, quindi fatte da lavoratori a tempo indeterminato o pensionati. Proprio questi ultimi rappresentano una parte cospicua del totale di chi richiede questo tipo di finanziamento: il 15%. Il 49% del totale, invece, è un dipendente privato, il 32% un dipendente pubblico o statale. L’importo medio richiesto, infine, è di circa 20.000 euro da restituire in poco più di sei anni”.

Le somme di denaro richieste sono maggiori nelle regioni del Sud, con una media di 22.500 euro in Calabria e Puglia, 21.500 euro in Sicilia e 21.000 euro in Campania. L’importo richiesto più basso si trova nel Trentino-Alto Adige, ed è pari a 16.500 euro.

Commenti Facebook: