Imu e abolizione seconda rata: cosa, come e quando pagare dopo il D.L. 133/2013

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.281 del 30 novembre) il decreto legislativo 133/2013 contenente Disposizioni urgenti riguardanti l’Imu. L’Art. 1 abolisce la seconda rata dell’Imu, ma solo nei Comuni in cui nel 2013 le aliquote non superano quelle standard. In questo ultimo caso si dovrà pagare la differenza, e il contribuente dovrà versare il 40% entro il 16 gennaio 2014.

Abolizione Imu, a chi spetta pagare e quanto
Abolizione seconda rata Imu: chi paga la differenza e di quanto è?

L’abolizione della seconda rata Imu riguarda i proprietari delle prime case, di terreni agricoli elencati all’articolo 13, comma 5, del decreto-legge n. 201 del 2011 e immobili rurali ad uso strumentale (articolo 13, comma 8, del decreto-legge n. 201 del 2011).

Seconda rata Imu: quanto si paga?

Nello specifico, secondo il DL 133/2013, i proprietari di prime case dovranno pagare il 40% della differenza tra l’Imu calcolata con aliquota al 4 per mille e quella calcolata con le aliquote deliberate dal proprio Comune nel 2012, oppure 2013, nei comuni in cui l’aliquota è stata elevata.

In quali comuni si paga la differenza della seconda rata dell’Imu?

Questa differenza prevista per la seconda rata dell’Imu si paga nei seguenti capoluoghi di provincia:

  • Agrigento,
  • Alessandria,
  • Ancona,
  • Avellino,
  • Belluno,
  • Benevento,
  • Bologna,
  • Brescia,
  • Campobasso,
  • Caserta,
  • Catania,
  • Catanzaro,
  • Cosenza,
  • Cremona,
  • Fermo,
  • Foggia,
  • Forlì,
  • Frosinone,
  • Genova,
  • Grosseto,
  • Livorno,
  • Messina,
  • Milano,
  • Modena,
  • Napoli,
  • Novara,
  • Parma,
  • Perugia,
  • Potenza,
  • Reggio Emilia,
  • Rimini,
  • Roma,
  • Rovigo,
  • Salerno,
  • Siena,
  • Teramo,
  • Terni,
  • Torino,
  • Verbania.

Rimborso seconda rata Imu

Abolita sì, ma adesso tocca questo conguaglio che spetta a migliaia di cittadini.

Tuttavia, il Governo ha stanziato per l’abolizione della seconda rata IMU risorse di oltre 2 miliardi di euro il 2013, di cui 2.076.989.249 euro per i Comuni delle Regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della Regione Sardegna e 87.058.961 euro per i Comuni delle Regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

Così, si ipotizza un possibile rimborso, sempre che il Governo trovi 150 milioni per sanare la spaccatura, forse nella Legge di Stabilità. Magari la risposta si trova nello stesso Decreto Imu (articolo 1, comma 6), che prevede che eventuali eccedenze che un Comune dovesse ricevere nella ripartizione dei fondi statali per coprire il 60% della differenza IMU, andranno a riduzione delle «imposte comunali dovute relativamente ai medesimi immobili per l’anno 2014».
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